Marea nera, inutili gli sforzi di Bp. Domani arriva Obama

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La compagnia petrolifera ha ripreso l'operazione “cut and cap”, interrotta per un guasto al macchinario che doveva tranciare il tubo da tappare con una nuova valvola. FOTO E VIDEO

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L 'odissea di Bp nel Golfo del Messico sembra infinita, tanto che Barack Obama, che già nei giorni scorsi aveva espresso rabbia e frustrazione per il divenire del distastro domani tornerà sulle coste della Louisiana. Secondo alcuni media statunitensi, il presidente potrebbe addirittura posticipare il suo viaggio in Indonesia previsto per la fine del mese. opo diversi tentativi andati a vuoto, Tony Hayward, il ceo del colosso petrolifero, ha ammesso al Financial Times che la società petrolifera britannica “non era pronta” ad affrontare un'emergenza del genere. Come dire che agli straordinari progressi delle tecnologie di perforazione non ha fatto seguito un'adeguata preparazione nel contrastare le emergenze nelle acque profonde.

In realtà oggi gli uomini della British Petroleum sono finalmente riusciti a effettuare il secondo taglio nel braccio mobile del pozzo petrolifero. Lo ha annunciato il responsabile federale per le operazioni di contenimento, l'ammiraglio della Guardia costiera Thad Allen. Dopo il fallimento di una sega a lama, rimasta incastrata ieri nel braccio, il taglio è stato reso possibile grazie a enormi cesoie utilizzate da robot sottomarini. Allen ha però detto che il taglio effettuato non è preciso come ci si aspettava e ciò potrebbe creare dei problemi nell'installazione del tappo sopra la falla da cui fuoriesce il greggio. Si tratta dell'ultima fase dell'operazione “Cut and cup” iniziata due giorni fa e ultimo tentativo della compagnia petrolifera britannica Bp per contenere la fuoriuscita di petrolio. Se questa tecnica risulterà efficace, si tratterà comunque di un contenimento e non la soluzione del problema.

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