Rientrati gli attivisti italiani. Il Vaticano: basta embargo

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E' atterrato a Malpensa il volo con a bordo tre dei connazionali rilasciati da Israele. In mattinata era arrivato a Fiumicino anche Manuel Zani: “Negati i miei diritti”. La Santa Sede chiede di riaprire i corridoi per Gaza. VIDEO E FOTO

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E' atterrato all'aeroporto di Milano Malpensa il volo della Turkish Airlines da Istanbul con a bordo tre degli attivisti italiani rilasciati da Israele dopo il blitz: si tratta di Angela Lano, Giuseppe Fallisi e Awin Qaraqe. Tante le bandiere palestinesi sventolate in attesa dell'arrivo dei tre volontari, fra cui quelle dell'Associazione di sostegno alla popolazione palestinese di Milano, i cui rappresentanti egiziani mostrano uno striscione di "bentornati", e hanno scandito brevemente alcuni cori "Nethanyau e Barak assassini".

In mattinata era rientrato a Fiumicino anche l'altro italiano, Manuel Zani. Le sue prime parole sono state: "Non ho subito violenza ma sono stati negati i miei diritti".

Cresce intanto il pressing internazionale per la fine del blocco di Gaza. "E' evidente dopo questo incidente che la politica adottata di questo isolamento della Striscia di Gaza non può funzionare, perché bisogna prima di tutto  dare una risposta positiva ai diritti fondamentali di cibo, di acqua,  di medicinali, di educazione per la popolazione di Gaza". E' quanto  ha detto mons. Silvano Tomasi osservatore permanente della Santa Sede  presso l'ufficio Onu di Ginevra, ai microfoni della Radio Vaticana. "Dobbiamo considerare l'incidente dei giorni scorsi - ha  aggiunto - come uno dei tanti eventi che sono allo stesso tempo causa  e risposta all'instabilità politica e militare del Medio Oriente". 
"Quindi - ha proseguito - dobbiamo tutti incoraggiare la comunità  internazionale e i Paesi più direttamente interessati a lavorare per  una soluzione di lunga durata che non può essere altro - a questo  punto - che quella di uno Stato palestinese e di uno Stato israeliano sicuro, in modo che tra i due si possa eventualmente non solo rispettare le regole dell'indipendenza ma anche aprire la porta alla collaborazione".

Il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, ha affermato che il grave incidente "mette in luce il blocco dei Territori che dura da troppo tempo", un blocco che è "controproducente, insostenibile e sbagliato". "Punisce civili innocenti e deve essere levato immediatamente", ha chiesto Ban. E mentre il presidente turco Abdullah Gul assicura che i rapporti con Israele "non saranno mai più gli stessi", anche Sudafrica ha richiamato il proprio ambasciatore.

E nell'ennesimo tentativo di riguadagnarsi i favori dell'opinione pubblica mondiale, Israele ha diffuso un video, apparentemente girato a bordo della nave turca Navi Marmara, in cui uno degli attivisti si augura di diventare shahid, martire, nello scontro con le truppe israeliane.

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