Marea Nera, un tappo e una cannuccia per fermare il disastro

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Il fallimento dell’operazione “Top Kill” ha sommerso di polemiche la Casa Bianca che già galleggiava a vista. E mentre molti esperti pensano che la fuoriuscita del petrolio durerà fino ad agosto inoltrato, la Bp tenta un ultimo, disperato intervento


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La Casa Bianca definisce la marea nera nel Golfo del Messico la catastrofe ecologica più grande della storia degli Stati Uniti, e per il presidente Barack Obama, dopo il fiasco dell'operazione “Top Kill” che avrebbe dovuto sigillare definitivamente il pozzo della Bp, le cose si fanno sempre più difficili. In attesa dell'avvio della nuova operazione nei prossimi giorni, il collocamento di un tappo sulla supervalvola del pozzo che non funziona, la responsabile per l'ambiente della Casa Bianca, Carol Browner ha difeso l'operato dell'Amministrazione Usa, accusata di non avere capito immediatamente l'urgenza del dramma, di avere reagito con lentezza e di essersi fidata delle parole della Bp.

Ora la nuova strategia della multinazionale del petrolio è quella di utilizzare un tappo con una cannuccia. In pratica si vuol tagliare il tubo da dove fuoriesce il greggio, per poter posizionare una valvola che dovrebbe sigillare la perdita. Una volta posizionata la valvola la maggior parte del petrolio e dei gas, dovrebbe essere convogliati su una nave d’appoggio attraverso un tubo lungo più di 1400 metri.

L’operazione è particolarmente difficile e rischiosa. E non da’ nessuna garanzia di riuscita. Oltre tutto per l’ennesimo tentativo di bloccare la più grande catastrofe naturale mai affrontata dagli Stati Uniti ci vorranno ancora dai 4 ai 7 giorni. Un tempo che equivale a un’eternità. Intanto gli esperti pensano che nelle prossime ore la perdita potrebbe aumentare del 20%.    

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