Gaza, attacco alla flotta pacifista. A bordo anche italiani

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Tra questi la giornalista torinese Angela Lano, il cantante lirico Joe Fallisi, il reporter Manuele Zani, regista Manolo Luppichini e il medico Angelo Stefanini. La Farnesina esclude che alcuni siano stati coinvolti nella sparatoria che ha provocato morti

Sono almeno cinque gli italiani a bordo della flotta umanitaria diretta verso Gaza e attaccata nella notte dalle forze israeliane . Lo ha riferito Mila Pernice, della Rete romana di solidarietà con il popolo palestinese, portavoce in Italia della missione della “Flotta della Libertà”. Si tratta della giornalista Angela Lano , del sito internet Infopal.it , del freelance e regista Manolo Luppichini, del tenore Joe Fallisi, del reporter Manuele Zani e del medico Angelo Stefanini. Con loro ci sono anche due cittadini palestinesi residenti in Italia. Non fanno parte del gruppo Fernando Rossi e Monia Benini, del movimento politico “Per il bene comune”, costretti a rimanere a terra dalle autorità cipriote, che venerdì scorso hanno impedito loro di salpare. La Farnesina ha confermato la presenza di almeno cinque italiani, ma ha escluso che alcuni di questi siano stati coinvolti nella sparatoria che ha provocato morti e feriti.

Mila Pernice, portavoce in Italia della missione della “Flotta della Libertà”, ha parlato di "atto di criminalità assurdo e palese violazione del diritto internazionale" visto che – ha spiegato- al momento dell'attacco "le navi si trovavano a 75 miglia dalla costa in acque internazionali". E ha aggiunto: "Sono pacifisti inermi e non violenti, la loro è un'azione di sostegno politico e umanitario". Ora la flotta umanitaria, verso la quale dalla notte si sono interrotte le comunicazioni ("il telefono satellitare a bordo non è più raggiungibile, ma noi continuiamo a chiamare"), è sotto il controllo della marina israeliana. "La stanno scortando al porto israeliano di Ashdod", ha riferito Pernice, "perché lì non ci saranno giornalisti ad attenderli".

L'attivista italiana ha annunciato per le 17:30 un corteo davanti agli uffici dell'Onu di piazza San Marco a Roma, sede del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo. "Ci mobiliteremo tutti", ha assicurato, "fino a che questa ennesima crisi non sarà scongiurata. Abbiamo avuto già centinaia di adesioni".

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