Marea Nera, mossi i primi passi per azione legale contro Bp

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Il Dipartimento della Giustizia americano ha inviato una squadra di procuratori che ha iniziato a recuperare prove per un eventuale procedimento giudiziario contro la multinazionale. Fox: “La spiaggia visitata da Obama era stata appena ripulita da Bp"


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Il Dipartimento della Giustizia americano ha mosso i primi passi verso un'azione penale nei confronti della Bp per le azioni commesse prima e dopo il disastro della marea nera del Golfo del Messico.

Una squadra di procuratori e di investigatori guidata dagli Assistant Attorney General Ignacia Moreno e Tony West hanno cominciato a raccogliere prove in Louisiana e stanno cercando di verificare se Bp abbia violato regole di sicurezza federali e fuorviato le autorità federali assicurando che era in grado di contenere rapidamente la perdita di greggio. Gli investigatori federali hanno incontrato le procure locali e inviato lettere al management di Bp, scrive oggi il Los Angeles Times.

L'indagine del Dipartimento di Stato è un passo preliminare prima di decidere l'apertura formale di una inchiesta. L'amministrazione Obama ha chiesto al Congresso di autorizzare dieci milioni di dollari per pagare per l'indagine affermando che i fondi sono necessari "per garantire che Bp e altre parti responsabili nel disastro, non possano sfuggire ai loro obblighi di legge".

Nel mentre la radio di Fox da una notizia curiosata che però sottolinea quanto siano deteriorati i rapporti tra la multinazionale britannica e l’amministrazione statunitense: “Quando ieri Barack Obama si è fatto immortalare dalle telecamere mentre controllava la situazione la spiaggia di Port Fourchon in Louisiana, il presidente ha trovato poche tracce di greggio perché la Bp l'aveva fatta appena ripulire da 400 addetti”. Fox sottolinea però che la concomitanza degli eventi per Bp è stata una "coincidenza".

Il peggior disastro ambientale nella storia Usa ha ormai raggiunto il quarantesimo giorno senza che si veda ancora all'orizzonte la soluzione della crisi: gli ingegneri della Bp stanno lottando da varie ore nel tentativo di bloccare il pozzo, un chilometri e mezzo sotto il livello del mare, ma finora sembrano aver fatto poca strada per arginare il flusso.

Venerdì, in mezzo a una serie contrastanti problemi e progressi, Top Kill è proseguito per il terzo giorno. I tecnici stanno pompando fango e detriti nel pozzo, ma non l'hanno ancora sigillato con un tappo in cemento definitivo: non possono forzare i tempi perché il rischio è che, se vengono danneggiate le tubature che arrivano al pozzo, la fuoriuscita peggiori. Nonostante l'apparente mancanza di progressi, Top Kill andrà avanti per altre 48 ore, fino a domenica a sera, quando verranno valutate altre opzioni per bloccare il greggio.

Il presidente Usa, Barack Obama, venerdì ha visitato le comunità costiere della Louisiana per valutare la risposta data alla crisi e annunciare una aumento della manodopera impiegata. Obama, che ha incontrato i governatori di Louisiana, Florida e Alabama e altre autorità locali, ha detto che triplicherà il numero delle persone impiegate nei luoghi in cui la marea nera è approdata o toccherà terra nelle prossime 24 ore. E ha anche aggiunto, apparentemente per sedare le preoccupazioni degli ingegneri, che "ci saranno una serie di chiamate di giudizio, ma non ci saranno pallottole d'argento o risposte perfette". Intanto la National Oceanic and Atmospheric Administration ha allargato l'area di chiusura alla pesca delle acque del Golfo (adesso è il 25 per cento); e la Bp ha ammesso che potrebbe abbandonare il tentativo iniziato mercoledì, se non riuscirà in un paio di giorni.


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