Marea nera, Obama verso lo stop alle trivellazioni in Alaska

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La sospensione, fino al 2011, rientrerebbe nel pacchetto di misure collegate alla fuoriuscita di petrolio nel Golfo del Messico. In corso l’operazione “Top Kill”. Ma il New York Times critica Bp: “Ha risparmiato sui materiali rischiando grosso”

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L'amministrazione Obama ha intenzione di annunciare oggi la sospensione delle trivellazioni off-shore nell'Artico fino al 2011. Lo afferma un senatore dell'Alaska. Il senatore democratico Mark Begich ha riferito di aver appreso la notizia dal dipartimento agli Interni.

La sospensione rientra nel pacchetto di misure collegate alla fuoriuscita di petrolio nel Golfo del Messico. L'amministrazione dovrebbe annunciare anche nuovi requisiti di sicurezza ed il rafforzamento dei controlli. Tra i progetti che verrebbero bloccati in Alaska, anche le esplorazioni della Shell Oil previste per questa estate. Il senatore Begich si dice "frustrato": "Questa decisione causerà ulteriori ritardi e maggiori costi per soddisfare le esigenze nazionali".

Continua intanto l'operazione 'Top kill' della Bp, che cerca di chiudere definitivamente la falla al pozzo petrolifero che sta causando la catastrofe ambientale nel Golfo del Messico. Secondo la Bp si potrà dire se l'ennesimo tentativo ha avuto successo non prima delle 19 di oggi ora italiana. Dalle ultime osservazioni, sembrerebbe ora sgorgare dalla falla solo fango, e non più petrolio, ma la stessa Bp rimane ancora cauta sull'esito dell'operazione, che è possibile seguire in streaming sul sito della Bp

E intanto dalle colonne del New York Times piovono critiche sulla British Petroleum. La compagnia petrolifera, secondo quanto scrive il giornale, avrebbe infatti risparmiato su materiali di rivestimento del pozzo sottomarino scegliendo, tra due opzioni, quella più rischiosa ma sicuramente più economica. Le rivelazioni arrivano da un documento Bp ricevuto da un investigatore del Congresso Usa secondo cui perdite di gas filtravano dal rivestimento in cemento ore prima dell'esplosione che ha provocato la falla.
Queste perdite, secondo gli investigatori, potrebbero inoltre essere state la causa stessa dell'esplosione. Tutto questo perché, spiega il giornale, il rivestimento della condotta ha un tipo di cemento che, se non appropriatamente sigillato, può consentire al gas di fuoriuscire in cima al pozzo dove c'è una sola barriera. Un altro tipo di rivestimento avrebbe invece creato due barriere rendendo più difficile le perdite. Oggi Bp dovrà rispondere delle sue politiche di taglio dei costi in una testimonianza davanti alla Commissione sulle Risorse Naturali della Camera.

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