Pyongyang chiude i rapporti con Seul: "Pronti ad attaccare"

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Dopo lo sconfinamento della marina sudcoreana in risposta a un presunto affondamento di una sua corvetta, la Corea del Nord passa dalle parole ai fatti. Obama si schiera con il Sud. La Cina: serve dialogare. LA GALLERY

Dopo le proteste sono arrivati i fatti. La Corea del Nord ha annunciato che romperà tutti i rapporti con Seul e che non si impegnerà nel dialogo intercoreano per tutto il restante mandato del presidente Lee Myung-ba.

La decisione è arrivata dopo che Pyongyang ha accusato la marina sudcoreana di avere violato la propria frontiera marittima, penetrando nelle sue acque territoriali nel mar Giallo. E' stata anche minacciata una risposta militare per ritorsione dal leader nordcoreano Kim Jong-il, che ha ordinato alle sue truppe di mettersi sul piede di guerra. La tensione fra le due Coree ha avuto un'improvvisa escalation con le sanzioni decise ieri da Seul contro Pyongyang, accusata dell'affondamento di una corvetta sudcoreana che ha causato la morte di 46 persone.

L'ordine del “caro leader” Kim Jong-il di massima allerta alle truppe nordcoreane, con tanto "di pronti a combattere se attaccati", è stato riferito dal gruppo di rifugiati del Nord a Seul, North Korea Intellectuals Solidarity (Nkis), secondo cui "le disposizioni sono state trasmesse pubblicamente a tutta la nazione". Il gruppo ha precisato che la disposizione è stata impartita il 20 maggio scorso, lo stesso giorno in cui la Corea del Sud ha diffuso i risultati delle indagini condotte dalla commissione internazionale che ha attribuito a un siluro di Pyongyang la causa dell'affondamento della corvetta Cheonan, avvenuto il 26 marzo scorso.

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