Bangkok: l'addio al fotografo italiano ucciso

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In un tempio buddista la cerimonia di cremazione di Fabio Polenghi, morto nel corso degli scontri tra la polizia e la camicie rosse che ha sconvolto il paese del Sud-Est asiatico. Nel corso delle violenze sono morte 86 persone

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Con una cerimonia privata in un tempio buddista, a cui hanno assistito una cinquantina tra  giornalisti e diplomatici, a Bangkok è stata effettuata oggi la cremazione di Fabio Polenghi, il fotografo italiano di 45 anni ucciso il 19 maggio durante la repressione dell'esercito contro le “camicie rosse”.

Nel corso della cerimonia una rappresentante del Fcct, il club dei corrispondenti stranieri in Thailandia, ha tenuto un commosso discorso in inglese con un messaggio della sorella Isabella, presente assieme a una cugina. E' stato letto anche un passaggio di “Ultimo confine del mondo”, di E. Lucas Bridges: "il libro che interpretava meglio lo spirito di Fabio, un umanista che amava il viaggio e le diverse culture", spiega Isabella Polenghi, colpita dai tanti colleghi amici del fratello, che l'hanno sostenuta in questi giorni nelle pratiche necessarie.

Le ceneri di Polenghi rientreranno a breve in Italia  con le due donne della famiglia. Con il risarcimento previsto dal governo thailandese, non ancora definito, la sorella  Isabella pensa di istituire un fondo a sostegno dei giornalisti  freelance, come era Polenghi, colpito da un proiettile al cuore, perché, sottolinea, "molti non hanno i soldi per comprarsi un giubbotto antiproiettile. Spero che la morte di Fabio possa far riflettere su questo".
 

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