Vita in laboratorio, creata la cellula che si autoriproduce

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Il padre del genoma, Craig Venter, annuncia la "svolta epocale". La prima cellula batterica artificiale è completamente controllata da un Dna sintetico. Tra le prime possibili applicazioni, batteri che producono vaccini. Paolo Vezzoni: un passo importante

Lo aveva promesso e lo ha fatto. Lo scienziato-imprenditore statunitense Craig Venter, il primo a mappare il genoma umano, è riuscito ad arrivare alla vita sintetica. Di fatto Venter ha sviluppato la prima cellula controllata da un genoma sintetico. Ora lo scienziato spera di utilizzare questi risultati per studiare e comprendere il meccanismo di base della vita e per creare batteri ingegnerizzati progettati appositamente per risolvere problemi energetici o ambientali.

L'annuncio è stato dato dalla rivista 'Science' . Venter e il suo gruppo hanno già ottenuto per sintesi chimica un genoma batterico e trapiantato il genoma di un batterio in un altro. Ora gli scienziati hanno utilizzato questa esperienza per creare quello che possiamo chiamare 'cellula sintetica', anche se solo il suo genoma lo è.
"E' la prima cellula sintetica a essere stata creata ed è completamente derivata da un cromosoma sintetico realizzato con quattro prodotti chimici su un sintetizzatore chimico, a partire da informazioni in un computer - ha spiegato Venter - questo diventa uno strumento molto potente per cercare di progettare quello che vogliamo fare in biologia. Abbiamo una vasta gamma di applicazioni in mente".
I ricercatori hanno in programma, ad esempio, di progettare alghe in grado di 'catturare' l'anidride carbonica e sviluppare nuovi idrocarburi che potrebbero andare nelle raffinerie. Stanno inoltre lavorando per accelerare la produzione di vaccini. Fare nuove sostanze chimiche o ingredienti alimentari, e ripulire l'acqua sono altri eventuali benefici, secondo Venter.

Nello studio di 'Science' i ricercatori hanno sintetizzato il genoma del batterio M. mycoides e aggiunto sequenze di dna per 'filigranare' il genoma e distinguerlo da uno naturale. Visto che i computer attuali non possono assemblare piccole stringhe di lettere di dna alla volta, i ricercatori hanno inserito sequenze più brevi in un lievito in cui gli enzimi ripara-dna si legano insieme alle stringhe. Poi hanno trasferito le stringhe di medie dimensioni nell'E. coli nel lievito. Dopo tre round di assemblaggio hanno prodotto un genoma di oltre un milione di paia di basi. Gli scienziati hanno quindi trapiantato il genoma di M. mycoides in un altro tipo di batterio, il Mycoplasm capricolum. Il nuovo genoma ottenuto è stato inserito nella cellula sintetica. Anche se quattordici geni sono stati cancellati o distrutti nel trapianto dei batteri, che ancora sembravano normali M. mycoides che producevano proteine di M. mycoides, Venter crede che questo sia "un passo importante sia sul piano scientifico sia filosofico".
E ha aggiunto: "Sono sicuramente cambiate le mie opinioni sulle definizioni di vita e su come funziona". Riconoscendo le implicazioni etiche dei suoi studi, Venter ha ricordato che il team ha chiesto un parere bioetico alla fine del '90 e ha partecipato a diverse discussioni sul tema.

Il commento di Paolo Vezzoni (direttore Rep. genoma Cnr):

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