Thailandia: il coprifuoco oscura Facebook, Twitter e le tv

Il centro chirurgico di Emergency a Battambang - foto di Fabio Polenghi (presa dalla pagina Facebook di Emergency)
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Il governo impone i suoi programmi alle emittenti e blocca Internet. Il flusso di notizie indipendenti rischia di interrompersi. In Italia il web ricorda Fabio Polenghi: “Spero che, dove sei ora, tu possa mettere a fuoco solo cose belle"

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“Spero che, dove sei ora, tu possa mettere a fuoco solo cose belle e dolci”. Recita così uno dei tanti messaggi lasciati su Facebook per Fabio Polenghi, il fotoreporter ucciso negli scontri a Bangkok. Cala la notte sulla capitale. E anche la censura. Il governo thailandese, dopo una delle giornate più violente dall’inizio delle proteste delle camicie rosse, ha ordinato il coprifuoco. Dieci ore, dalle 20 (le 15 in Italia) di mercoledì 19 maggio alle 6 del giorno dopo. Ma non solo. Le autorità hanno imposto dei “programmi ufficiali” per tutte le emittenti televisive e i canali informativi. Le principali tv trasmettono a rotazione annunci ufficiali di Panitan Wattanayagorn e Sansern Kaewkamnerd, portavoci del governo e delle forze armate. Il quotidiano The Nation ha chiuso per paura di assalti. Il flusso di informazioni indipendenti da Bangkok rischia di interrompersi del tutto. La censura, infatti, imbavaglia anche il web. Twitter e Facebook sono stati oscurati. Al posto dei siti appare una schermata con un messaggio dell’esercito. I due social network sono molto usati dai reporter, thailandesi e non, per comunicare con l’estero.

Qui in Italia la commemorazione di Fabio Polenghi passa proprio da Internet. Poco dopo la notizia della sua morte, su Facebook è stata creata una pagina per ricordarlo. “L’amore per l’Asia e per la sua gente, l’attenzione per i più deboli e la passione per la fotografia: lo ricordiamo così”, scrive Emergency sul proprio profilo. E pubblica delle immagini scattate da Fabio Polenghi in Cambogia, in un ospedale dell’organizzazione. La vittima italiana, 48 anni, è stata colpita da un proiettile all’addome. L’esercito thailandese, dopo settimane di occupazione delle camicie rosse, si è fatto largo tra le barricate aprendo il fuoco. "Ho sempre pensato che un'immagine sapesse raccontare una storia meglio di tante parole - si legge su Facebook -. Grazie Fabio per le tue foto". E ancora: "Il mondo e tutti noi abbiamo perso un occhio attento e pietoso ma il frutto del tuo lavoro rimarrà per sempre".

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