Marea nera, Obama: "Indagherà una commissione presidenziale"

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Con un decreto legge, il presidente Usa dispone la creazione di una commissione simile a quelle che hanno indagato su altri incidenti. Cade la prima testa: Chris Oynes annuncia le dimissioni a fine mese. Intanto la macchia potrebbe raggiungere l'Atlantico

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Una commissione presidenziale. Simile a quelle che hanno indagato sull’esplosione della navicella spaziale Challenger nel 1986 e sull'incidente nucleare del 1979 sull'isola di Three Mile. L’ha disposta, con un decreto legge, il presidente Usa Barack Obama per investigare sulla fuoriuscita di petrolio nel Golfo del Messico. L'inchiesta della commissione sarà ad ampio raggio. Includerà esami dei meccanismi operativi dell’industria delle perforazioni offshore, della sicurezza delle piattaforme e dell’affidabilità delle ispezioni governative. La commissione avrà anche l'incarico di esaminare la struttura e le funzioni della US Minerals Management Service, l’agenzia federale responsabile della sorveglianza della piattaforma petrolifera esplosa il 20 aprile scorso.

Intanto Chris Oynes, capo dell'Offshore Energy and Minerals Management Program del Ministero dell'Interno Usa, ha annunciato che si dimetterà alla fine del mese. Nelle scorse settimane è stato messo sotto accusa per la gestione del programma di trivellazioni petrolifere offshore. L’agenzia, infatti, è stata criticata per non aver effettuato i necessari controlli che avrebbero potuto evitare il disastro della Deepwater Horizon, la piattaforma saltata che ha ucciso undici persone e aperto una falla sul fondo del mare da cui fuoriescono ogni giorno oltre 5.000 barili di greggio. Il ministro degli interni Ken Salazar ha annunciato la divisione in due dell’agenzia, separando il settore della concessione dei permessi di perforazione da quello che deve poi sorvegliare sul rispetto delle misure di sicurezza.

Sulle tv americane, i responsabili della Bp si dicono ottimisti sul tubo-siringa inserito nel week end nel pozzo danneggiato. Da più parti, però, arrivano ondate di pessimismo. Il petrolio continua a inquinare il Golfo in proporzioni senza precedenti. A preoccupare, ora, è la cosiddetta corrente Loop, che presto potrebbe agganciare la macchia nera e portarla verso l'Atlantico. La Loop gira a sud della penisola del sud degli Stati Uniti, passando per le isole Keys care ad Ernest Hemingway, e costeggia la costa orientale Usa fino alle lagune delle Outer Banks, in North Carolina, per poi dirigersi verso l'Europa.

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