Bangkok, il governo: "Nessun negoziato se protesta continua"

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Il portavoce del premier thailandese afferma che l'esercito non si fermerà finché le manifestazioni andranno avanti. Ma le camicie rosse rilanciano: "Sgomberiamo solo dopo il ritiro dei militari"

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Il governo di Bangkok insiste nel chiedere alle camicie rosse la fine delle manifestazioni prima di  acconsentire a prendere parte a nuovi colloqui di pace. A poche ore dall'offerta di una nuova mediazione avanzata dal presidente del Senato, Prasobsuk Boondej e accolta dal leader della protesta, Nattawut Saikua, il portavoce dell'ufficio del premier, Sathit  Wongnongtoey, ha avuto parole di apprezzamento per l'offerta di  Prasobsuk ma ha puntualizzato che il governo negozierà con il Fronte per la Democrazia contro la Dittatura solo dopo la fine della  protesta. Il governo, ha intanto reso noto il portavoce dell'esecutivo Panitan Wattanayagorn, porterà avanti le operazioni per porre fine alle manifestazioni.

Ma le camicie rosse sgombereranno la zona occupata da settimane al centro di Bangkok solo quando si ritirerà l'esercito che da giovedì scorso assedia l'area. Lo ha detto uno dei leader dell'Udd (Fronte unito per la democrazia  contro la dittatura) Jatuporn Prompan, citato dalla Thai News Agency.

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