Clotilde Reiss rientra in Francia

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E' tornata a Parigi la giovane ricercatrice, arrestata a Teheran, il 1° luglio 2009, con l'accusa di spionaggio. Dopo l'incontro col presidente Sarkozy, la 24enne ha rivolto un pubblico omaggio alle compagne di detenzione nel carcere iraniano di Evin

S'è finalmente conclusa la penosa vicenda di Clotilde Reiss, la ricercatrice francese, che era stata arrestata a Teheran, il 1° luglio 2009, durante le manifestazioni post-elettorali in Iran. Clotilde era stata accusata d'aver preso parte, il 12 giugno, a cortei di protesta contro la rielezione del presidente Mahmud Ahmadinejad e d'averne diffuso via e-mail le relative fotografie. Dopo 45 giorni di carcere, la 24enne lettrice di francese all'università di Isfahan era stata rilasciata su cauzione e da allora aveva trovato alloggio nell'ambasciata francese a Teheran col divieto di lasciare l'Iran.

Dopo essere stata scagionata definitivamente, il 15 maggio, dall'accusa di spionaggio, che in ogni caso ha comportato il pagamento d'una multa pecuniaria di 285mila dollari, Clotilde Reiss ha lasciato definitivamente Teheran ed è giunta alle 13.20 all'aeroporto militare parigino di Villacoublay. Secondo quanto preannunciato in un comunicato della presidenza della Repubblica francese, la ricercatrice ha incontrato all'Eliseo, poco dopo il suo arrivo, il capo di Stato Nicolas Sarkozy.

Successivamente, in una breve dichiarazione ai giornalisti, Clotilde ha voluto ringraziare il presidente e rendere un omaggio speciale alle compagne di detenzione nel carcere di Evin a Teheran: "Ringrazio il governo francese, la mia famiglia e tutti gli iraniani, che mi hanno manifestato il loro sostegno. Voglio ricordare, in particolare, le mie compagne di detenzione a Evin, che mi hanno trattato come una sorella, e i due oppositori impiccati nel gennaio scorso, che erano al mio fianco durante il processo".

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