Marea nera, l'ultima mossa di Bp: tubo di gomma e solventi

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Continuano le operazioni della British Petroleum per arginare il disastro ambientale al largo della coste della Louisiana. La Guardia costiera Usa e l'Agenzia di protezione ambientale hanno dato il via libera all'utilizzo di sostanze chimiche

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Bp continua gli sforzi per inserire in serata il tubo-siringa nel pozzo petrolifero da cui sgorga la marea nera del Golfo del Messico e di farlo funzionare al più presto. Lo ha detto Doug Suttles, Chief Operating Officer della Bp in un briefing a Robert, Louisiana. Suttles ha detto anche che l'applicazione di solventi in profondità, autorizzati nelle ultime ore dall'Epa, "sembra funzionare". Il Coo di Bp ha indicato che stanno lavorando allo sforzo di contenimento della marea nera 17 mila persone.

Ma intanto l'amministrazione Obama taccia di ambiguità la British Petroleum, ritenuta responsabile della devastazione compiuta nel Golfo del Messico da quando si è rotta una sua piattaforma petrolifera. Il ministro dell'Interno, Ken Salazar, e quello della Sicurezza interna, Janet Napolitano, hanno scritto una missiva a Tony Hayward, amministratore delegato di BP, in cui chiedono un "immediato chiarimento pubblico" sugli indennizzi che la compagnia petrolifera dovrà versare. "L'opinione pubblica -si legge, tra l'altro- ha diritto a una chiara spiegazione da BP in merito all'impegno di riparazione di tutti i danni derivati e che deriveranno dallo sversamento del petrolio in mare. In ogni caso, se vi fossero zone di comprensione oscure. Se vi fosse una scarsa comprensione da parte nostra, chiediamo a BP un chiarimento pubblico immediato sulle sue reali intenzioni".

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