Libia, identificato il bimbo sopravvissuto al disastro aereo

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L'olandese Ruben van Assouw, 9 anni, è l'unico superstite dell’incidente avvenuto all’aeroporto di Tripoli. A identificarlo la nonna. Tra le 103 vittime anche la scrittrice sud africana Bree O’Mara e il fratello di un deputato di Johannesburg

LE FOTO DELL'INCIDENTE


C'e' anche la scrittrice Bree O'Mara, autrice del romanzo di successo “Home Affairs” tra le 103 vittime del disastro aereo alle porte di Tripoli. La O'Mara era tra i nove passeggeri sudafricani che viaggiavano sull'Airbus che si è schiantato a poca distanza dalla pista della capitale libica. Era diretta a Londra dove avrebbe dovuto firmare il contratto per il suo secondo romanzo. Con lei viaggiava anche il fratello di un deputato sudafricano dell'opposizione, Anchen Dreyer.

Nello schianto dell'Airbus A330 della compagnia libica Afriqiyah Airways , sono morte 103 persone, tra cui 61 olandesi, 22 libici e nove sudafricani. Unico sopravvissuto è un bambino olandese di otto anni, di nome Ruben, che ha riportato solo delle fratture e nessun danno agli organi vitali.

Per tutta la giornata di ieri si è cercato qualcuno che potesse identificare il piccolo e nella notte questo qualcuno si sia fatto avanti . Ruben van Assouw, 9 anni, originario di Tilburg, nell'Olanda meridionale è stato identificato, secondo il quotidiano Brabants Dagbla, dalla nonna, An van de Sande. Ruben aveva partecipato a un safari in Sudafrica con il fratello Enzo, 11 anni; la madre Trudy, 41 anni, e il padre Patrick, 40 anni.

"Un dipendente dell'ambasciata olandese a Tripoli gli ha parlato" ha detto il portavoce del ministero degli Esteri olandese, Christoph Prommersberger, "ha detto di chiamarsi Ruben, di avere 9 anni e di venire da Tilburg. Considerate le circostanze
sta abbastanza bene e sara' portato in Olanda non appena le
condizioni lo permetteranno".
Il piccolo ha diverse fratture alle gambe, ma e' in condizioni stabilii. La nonna, An van de Sand, ha detto al giornale olandese Brabants Dagblad di non aver ancora colto la
portata della tragedia. "Non riusciamo a capire, ci sentiamo come se fossimo in un film" ha detto.

Insieme con uno zio e una zia di Ruben il ministero degli Esteri ha mandato a Tripoli una squadra di medici legali ai quali tocchera' dare un nome alle decine di vittime olandesi del disastro. Secondo le ultime informazioni diffuse dalla Afriqiyah Airways, a bordo dell'Airbus volavano 58 olandesi, 6 sudafricani, due libici, due austriaci, un tedesco, un francese, due britannici e un cittadino dello Zimbabwe. La
nazionalita' di altre 19 vittime non e' stata ancora accertata, mentre tutti gli 11 membri dell'equipaggio erano libici.

L'aereo precipitato era dello stesso modello del volo 447 dell'Air France caduto nell'Atlantico un anno fa per cause ancora misteriose. Le autorita' libiche hanno confermato che le scatole nere sono state gia' recuperate e che quattro investigatori della Airbus e altri tre dalla Francia sono partito per Tripoli per partecipare alle indagini. "E' troppo presto per fare ipotesi sulle cause dell'incidente" ha detto Sabri Shadi,
amministratore delegato dell'Afriqiyah Airways, "sono state create diverse commissioni di inchiesta e abbiamo bisogno di tempo per poter trarre conclusioni. Un rapporto preliminare sara' reso noto nei prossimi giorni, ma quello definitivo
richiedera' piu' tempo, forse settimane". 



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