Bangkok, tensione alle stelle. Fuoco sulle "camicie rosse"

Il leader delle camicie rosse portato in ospedale. Ora si trova in terapia intensiva
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Un manifestante è rimasto ucciso negli scontri con i soldati all'entrata del quartiere finanziario. Ferito gravemente Khattiya Sawasdipol, ex soldato e capo militare del movimento di protesta. Chiuse le ambasciate degli Stati Uniti e della Gran Bretagna

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Torna altissima la tensione in Thailandia. Un manifestante delle "camicie rosse" è rimasto ucciso negli scontri con i soldati all'entrata del quartiere finanziario di Silom a Bangkok. L'uomo è stato colpito mentre un gruppo di manifestanti si stava dirigendo in una strada che le forze di sicurezza hanno chiuso come parte del massiccio giro di vite sull'accampamento nel distretto commerciale che le camicie rosse hanno occupato due mesi fa. Un numero non precisato di feriti è stato ricoverato nel distretto finanziario Silom di Bangkok in seguito a una forte esplosione e ad alcuni colpi di arma da fuoco, che hanno raggiunto anche il leader carismatico dei manifestanti. Gli Stati Uniti hanno deciso di chiudere la loro ambasciata a Bangkok: "La situazione è pericolosa", informa una nota di Washington. E poco dopo la stessa decisione è stata presa anche dalla Gran Bretagna.

Testimoni hanno detto che si era sentito uno scoppio seguito da spari di armi automatiche vicino alla zona fortemente presidiata di Silom, nei pressi di un accampamento occupato da migliaia di manifestanti antigovernativi. Fonti ospedaliere hanno riferito di aver ricoverato un numero imprecisato di feriti circa mezz'ora dopo l'esplosione e gli spari.

Colpito anche Khattiya Sawasdipol, ex soldato e capo militare di fatto del movimento, ora ricoverato in terapia intensiva dopo esser stato ferito alla testa, ha detto un suo aiutante che ha risposto al suo telefonino. Khattiya, meglio conosciuto come "Comandante Rosso", è una figura di culto per i manifestanti, mentre il governo lo definisce un "terrorista", accusandolo di essere coinvolto in dozzine di attentati con granate che hanno ferito più di 100 persone.

L'esercito thailandese stamani aveva detto che avrebbe inviato mezzi blindati nelle strade attorno all'accampamento nel centro di Bangkok per evitare che altri contestatori si unissero al raduno che dura da nove settimane. Il primo ministro Abhisit Vejjajiva è sotto un'enorme pressione per mettere fine alla violenta crisi politica che sta paralizzando la capitale. Ieri, il premier ha cancellato le elezioni del 14 novembre che aveva proposto nell'ambito del suo piano di "riconciliazione nazionale" e ha chiuso i colloqui con le camicie rosse dopo che avevano fatto nuove richieste.

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