Libia, disastro aereo a Tripoli: 103 morti

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Il volo della compagnia libica Afriqiyah partito da Johannesburg è esploso in fase di atterraggio. Salvo solo un bimbo. A bordo oltre 60 olandesi. Nessun italiano tra le vittime. Esclusa l'ipotesi terroristica. FOTO E VIDEO

LE FOTO DELL'INCIDENTE

Un aereo di linea in arrivo dal Sudafrica è esploso in fase di atterraggio sulla pista dell'aeroporto di Tripoli questa mattina alle ore 6 (ora locale e italiana). A bordo 93 passeggeri e 11 componenti dell'equipaggio. E' sopravvissuto solo un bimbo olandese di 8 anni, che è ora ricoverata in ospedale.  Il velivolo, appartenente alla compagnia libica Afriqiyah era partito da Johannesburg.
L'aereo è esploso a circa un metro dalla pista e si è totalmente disintegrato.

"Afriqiyah Airways annuncia che il nostro volo 8U771 ha avuto un incidente durante l'atterraggio all'aeroporto internazionale di Tripoli", si legge sul sito web della compagnia. "Sul volo c'erano 93 passeggeri e 11 membri dell'equipaggio. Le autorità competenti stanno conducendo le ricerche e i soccorsi".

Non c'è nessun italiano tra le vittime del disastro aereo di stamattina a Tripoli. Nella lista dei 104 passeggeri del volo Afriqiyah fornita dal ministro dei Trasporti libico Mohammed Zidani in una conferenza stampa non c'è infatti nessun connazionale.Le nazionalità dei 104 passeggeri sono: Sud Africa, Libia, Olanda, Germania, Francia, Gran Bretagna, Finlandia, Zimbabwe, Filippine. Il ministro non ha specificato i numeri degli appartenenti alle varie nazionalità, tranne per quelli già accertati: 61 morti sono olandesi, così come olandese è l'unico sopravvissuto. Poi ci sono undici libici - tutti membri  dell'equipaggio - due tedeschi e un francese

Le autorità locali ritengono che a causare la tragedia sia stato un guasto tecnico ed escludono che ci possa essere una relazione con la nube provocata dal vulcano islandese che ieri ha attraversato i cieli del Marocco e che oggi sta passando sull'Algeria. Esclusa anche l'ipotesi terroristica. Lo ha assicurato il ministro dei Trasporti Mohammed Ali Zidan, che ha aggiunto che l'aereo dopo lo scalo a Tripoli doveva proseguire per l'aeroporto londinese di Gatwick. Le due scatole nere dell'aereo sono state recuperate e un'inchiesta è già stata aperta.

Per i familiari delle vittime dell'incidente aereo avvenuto questa mattina a Tripoli sono stati attivati due numeri telefonici. I numeri sono 00218 21 3341181 - 00218 21 444734.

L'aeroporto internazionale di Tripoli si trova a 34 chilometri dalla capitale libica. La Afriqiyah Airways è una compagnia libica low cost fondata nel 2001 con l'obiettivo di creare connessioni a basso prezzo tra i paesi dell'Unione Africana e di collegare l'Africa, attraverso la Libia, con Medio Oriente, Asia e, soprattutto, con l'Europa, principale partner economico e commerciale del Paese.

Gli aerei della flotta portano il logo 9.9.99, la data in cui l'Unione Africana è stata costituita. L'Airbus che si è schiantato era uno degli 330-200 appartenenti alla compagnia libica.
L'Airbus 330 schiantatosi oggi all'aeroporto di Tripoli era stato consegnato nel settembre del 2009. "Il velivolo ha accumulato circa 1.600 ore di volo in almeno 420 viaggi", si legge in un comunicato della Airbus. Secondo quanto riferito dal responsabile legale della compagnia, l'aereo era stato sottoposto a manutenzione ordinaria il 5 marzo scorso.

Prima di partire da Johannesburg, l'Airbus aveva superato tutti i controlli di sicurezza richiesti. Lo ha assicurato l'azienda incaricata di amministrare gli affari dell'Afriqiyah nell'Africa del Sud. "La compagnia aveva un buon bilancio in termini di sicurezza", ha detto Harmaine Thome, direttrice per l'Africa del gruppo tedesco Aviapres, specializzato nel trasporto aereo e nel turismo. L'Airbus A330 "era stato sottoposto a tutti i controlli di sicurezza necessari prima di lasciare Johannesburg"', ha aggiunto durante una conferenza stampa.

Quello di oggi è l'incidente aereo più grave mai accaduto in Libia dal 22 dicembre del 1992 quando un Boeing 727 della Libyan Arab Airlines si schiantò vicino all'aeroporto di Tripoli provocando la morte di 157 persone.

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