Marea nera, posizionata la cupola

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La Bp è riuscita a portare sul fondo marino l’immenso “tappo” che dovrebbe fermare la fuoriuscita di greggio. Intanto, sentiti dagli inquirenti, gli operai della piattaforma fanno chiarezza sulla causa dell’incidente


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La cupola realizzata dai tecnici della BP per contenere la perdita di petrolio dalla piattaforma affondata al largo della Louisiana ha raggiunto il fondo del Golfo del Messico. Lo ha reso noto la BP, precisando che si tratta di "un grande passo avanti" nell' operazione di contenimento, che non ha precedenti da questo punto di vista.

La cupola, in acciaio e cemento del peso di 40 tonnellate, dovrà ora essere fissata sul fondo grazie all'impiego di robot subacquei. Saranno necessarie almeno 12 ore per portare a termine la non facile operazione. "Al momento sembra che tutto stia procedendo esattamente come avevamo sperato" ha dichiarato il portavoce della BP Bill Salvin. La cupola, delle dimensioni di una casa di circa 12 metri d'altezza, dovrebbe diventare operativa per la giornata di domenica.

Intanto gli operai della piattaforma petrolifera della Bp Deepwater Horizon, il cui affondamento nel Golfo del Messico ha dato origine alla marea nera, hanno riferito agli inquirenti che l'esplosione all'origine del disastro è stata causata da una bolla di metano che è risalita lungo la colonna di trivellazione. Lo riferiscono alcuni online Usa, fra cui il Houston Chronicle.

La bolla, secondo la ricostruzione, si è formata durante le operazioni per sigillare col cemento una bocca del pozzo ed è risalita lungo la colonna di trivellazione, espandendosi man mano che diminuiva la pressione, insinuandosi attraverso barriere e guarnizioni, anche se non sarebbe chiaro cosa abbia causato l'esplosione della bolla stessa.

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