L'Eyjafjallajokull e l'incubo di un nuovo stop ai voli

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Il vulcano islandese è tornatato a eruttare nella notte, provocando la formazione di un'altra nube di cenere. A Bruxelles la portavoce dell'Eurocontrol ha comunicato che le polveri "si stanno spostando verso la costa occidentale della Penisola iberica"

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Torna a far paura l'Eyjafjallajokull, il vulcano islandese che, in aprile, ha mandato in tilt lo spazio aereo europeo a causa d'una ripresa dell'attività eruttiva. Nella serata del 6 maggio i metereologi dell'isola dei vichinghi hanno infatti annunciato una nuova fase esplosiva del cratere sottostante l'omonimo ghiacciaio con inevitabili e "considerevoli" ricadute di cenere. E, come previsto, nella notte s'è verificata una nuova intensa eruzione, che ha causato la formazione d'un'altra nube di cenere.

Sulle effettive conseguenze della spessa coltre di polveri è intervenuto Mike Burton, primo ricercatore della sezione di Pisa dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, il quale è tornato con un collega italiano e con un gruppo di scienziati francesi nell'area del ghiacciaio dell'Eyjafjallajokull. Scopo della sua missione è quello d'aiutare i vulcanologi islandesi a misurare lo zolfo in uscita dalla sommità del cratere, che preoccupa non poco per la salute della popolazione locale. Relativamente alla criticità della situazione Burton non ha dubbi: "Secondo le informazioni attuali che abbiamo la situazione ora è molto confrontabile con quella del 14 aprile, vale a dire quella dell'inizio della seconda fase dell'eruzione, quell'eruzione di cenere che ha provocato tutti i problemi di volo aereo in Europa. Ora tutto dipende dal meteo perché, se il vento porta il pennacchio sopra il Regno Unito e la Francia come ha fatto due settimane fa, immagino che creerà problemi".

E a fare il punto della situazione con specifico riferimento allo spazio aereo europeo è intervenuta Kyla Evans, portavoce di Eurocontrol, che a Bruxelles ha comunicato lo spostamento delle ceneri, prodottesi nella notte, "verso la costa occidentale della Penisola iberica". La portavoce ha poi notificato la conseguente deviazione di molti voli intercontinentali, transitanti sull'Irlanda, con inevitabili ritardi "a seconda delle rotte". Evans ha aggiunto che al momento, in ogni caso, non sono previste ulteriori chiusure di scali.

E proprio l'isola verde, fra le altre cose, ha vissuto fino alle 12.00 del 7 maggio (14.00 in Italia) il terzo giorno di chiusura, sia pure parziale, del proprio spazio aereo. Nel pomeriggio del 6 maggio la Iaa, autorità per l'aviazione civile nazionale, aveva infatti vietato i voli in partenza e in arrivo da sei aeroporti della parte occidentale dell'isola, tra cui quello di Shannon. Il divieto era scattato a partire dalle 23.00 ora locale dello stesso giorno (1.00 in Italia).




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