Deportation Day, se il parco divertimenti diventa un gulag

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Lavori forzati, interrogatori sotto tortura e nessuna libertà. In Lituania ha aperto un parco che è stato già nominato il più strano d'Europa. E per chi preferisce il divertimento all’insegna del terrore, ecco qualche altra idea

di Floriana Ferrando

Dimenticate montagne russe e castelli stregati, oggi il divertimento passa per il terrore. Avete mai immaginato la vita di un detenuto durante il periodo sovietico? Ora, grazie a Deportation Day, potete rivivere i momenti terribili della vita di un deportato in un gulag.

Deportation Day è un parco divertimenti costruito in Lituania, tenendo conto di tutte le testimonianze dei sopravvissuti al regime di Stalin: i turisti faranno un passo indietro nella storia e passeranno quattro ore fra interrogatori, lavori forzati e torture.

La studentessa Sandra Ronde lo ha provato. Questa la sua testimonianza: “Siamo stati accolti da alcuni ufficiali sovietici che ci hanno informato che non avevamo alcun diritto. Abbiamo indossato tutti gli stessi vestiti e ci hanno assegnato un numero; non ci era permesso parlare una lingua diversa da quella russa (che io non parlo). Dopo i lavoro forzati, hanno chiamato il numero di quattro persone che non avevano lavorato abbastanza, ed io ero uno di loro: stavano per giustiziarci e ci hanno messo in una cella buia. Poi abbiamo appreso che Stalin era morto e siamo stati liberati”. Un’esperienza forte ma, a detta di Sandra, molto interessante. Più che un parco divertimenti, Deportation Day potrebbe essere definito “una lezione di storia”: l’intento è quello di far rivivere in prima persona ciò che hanno subito milioni di sovietici solo qualche decina di anni fa.

Un vero inferno, non c’è che dire. Eppure in Europa Centrale e Orientale non è l’unico parco a tema di questo genere. 

Sullo stesso principio si basa Išgyvenimo Drama, parco inaugurato nel 2008 e ispirato ad un bunker sovietico. Catapultati nel 1980 a Vilnius, quando la Lituania era ancora parte dell’Urss, i turisti si ritrovano a vivere in un bunker scavato a cinque metri di profondità: guardano in tv programmi sovietici,  imparano a memoria l’inno nazionale e subiscono un vero e proprio interrogatorio.

Non solo storia. Nel resto del mondo proliferano i parchi-divertimento ispirati al mondo dei videogiochi, della letteratura, della natura e (poteva mai mancare?) del sesso. Al di là dell’avventura, spesso il comun denominatore è proprio l’originalità.

Se l’idraulico in salopette blu vi fa impazzire, scegliete il Nintendo Amusement Park dove potrete vestire i panni di Super Mario, con tanto di baffetti; se vi piace sguazzare in piscina scegliete fra il giapponese Seagaia Ocean Dome e il sontuoso Suoi Tien Cultural Park di Saigon, dove potrete anche giocare coi coccodrilli.

La soluzione per chi ama la letteratura è Dickens World, decisamente discutibile il parco danese Bon Bon Land dove vedrete tartarughe col mal di mare e cani che rilasciano strani odorini; infine, pensato per i più lussuriosi, Love Land nato in Corea del Sud, dove tutto parla di sesso.

Un video girato all'interno del Soviet Bunker:

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