Marea nera, stato d'emergenza anche in Mississippi

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Obama su Twitter annuncia: "Continueremo ad usare ogni mezzo a nostra disposizione per fermare la fuoriuscita di petrolio nel Golfo del Messico". E domenica si recherà nell'area colpita. Circa 5 mila barili al giorno si riversano nel Golfo del Messico

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In un messaggio pubblicato su Twitte
r, Barack Obama ha assicurato: "Continueremo ad usare ogni mezzo a nostra disposizione per fermare la fuoriuscita di petrolio nel Golfo del Messico".
Intanto, però, una nuova piattaforma petrolifera si è rovesciata in Louisiana e dopo Florida, Louisiana e Alabama, anche il Mississippi ha decretato lo stato d'emergenza contro la minaccia dell'onda nera provocata dall'esplosione sulla Deepwater Horizon.

Ed è allarme per la flora e la fauna.  La prima vittima conosciuta della macchia d'olio che conquista le coste americane è un uccello marino Northern Gannet, trovato vivo ma coperto di sporcizia tossica al largo delle coste della Louisiana. Il volatile, recuperato sabato e portato in un centro di riabilitazione per essere pulito e rimesso in salute, è solo un assaggio della calamità potenziale che rischiano gli uccelli, le tartarughe e i mammiferi marini nella regione.

Il carburante compromette la capacità isolante del piumaggio degli uccelli, esponendoli al freddo e rendendo loro difficile il volo, il nuoto e il galleggiamento. Le sostanze chimiche contenute nel petrolio possono anche bruciare la loro pelle, irritare gli occhi e danneggiare il tratto digestivo se ingerite. Allo stesso modo, le sostanze possono essere ingerite dalle tartaruge e dai mammiferi marini, bruciando loro pelle e occhi e provocando danni respiratori.

Il petrolio ha iniziato ad uscire incontrollato da una falla in un pozzo sottomarino al largo della Louisiana, che continua a disperdere nel Golfo del Messico dalla scorsa settimana una media di circa 5.000 barili al giorno. Finora gli sforzi di arginare la marea nera sono falliti. Il carburante compromette la capacità isolante del piumaggio degli uccelli, esponendoli al freddo e rendendo loro difficile il volo, il nuoto e il galleggiamento. Le sostanze chimiche contenute nel petrolio possono anche bruciare la loro pelle, irritare gli occhi e danneggiare il tratto digestivo se ingerite. Allo stesso modo, le sostanze possono essere ingerite dalle tartaruge e dai mammiferi marini, bruciando loro pelle e occhi e provocando danni respiratori.

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