Expo 2010 al via tra plagi e “shanzai”

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Prima la canzone e poi la mascotte. I simboli della manifestazione che prende il via il primo maggio a Shangai nel mirino dei blogger cinesi che accusano: sono copiati. Ma non tutte le copie sono uguali…

di Simone Pieranni

Mentre l'Expo prende finalmente il via, per i suoi sei mesi di vita e gli attesi 70 milioni di visitatori che invaderanno Shanghai, in Cina impazzano le discussioni sui presunti plagi di parte del materiale comunicativo della gigantesca macchina organizzativa. L'internet cinese è in rapida crescita ed evoluzione, ed è toccato ancora una volta a loro, i blogger cinesi, scatenare la polemica.

Secondo quanto rivelato dal web cinese, la popolare e onnipresente mascotte dell'Expo di Shanghai, Haibao (letteralmente “tesoro del mare”, raffigurante il carattere cinese “ren”, ovvero “persona”) sarebbe una scopiazzatura di Gumpy personaggio di un popolare cartoon made in Usa degli anni 50. Gli organizzatori si difendono snocciolando i numeri del concorso popolare dal quale è uscita la mascotte prescelta (anche designer italiani nella giuria), mentre cresce il sospetto: la mascotte sarebbe infatti il secondo emblema dell'expo accusato di plagio. Per la consueta pretesa di perfezione cinese, un grattacapo imbarazzante.

Prima di Haibao, simbolo onnipresente a Shanghai, accompagnato dallo slogan better City, better Life, era toccato alla canzone simbolo dell'Expo, 2010, Waiting for You (ascoltala qui) essere ritirata dal mercato e da ogni stazione radiofonica cinese, perché accusata di essere identica alla ballata scritta e cantata niente meno che da un'artista giapponese. I netizens cinesi avrebbero infatti notato più di un'affinità con il brano della cantautrice Mayo Okamoto, autrice nel 1997 del brano Stay the Way You Are.  

Scoramento tra i cinesi, la cui canzone era stata interpretata da celebrità locali tra cui il mitico Jackie Chan. L'artista giapponese da parte sua, si è detta onorata del fatto, dicendosi pronta a collaborare con l'organizzazione dell'Expo per rimediare al fattaccio. Le folle tra i padiglioni faranno dimenticare anche queste diatribe, mentre online continuerà ad impazzare la discussione.

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