Marea nera, Obama ordina un'inchiesta

1' di lettura

La chiazza di petrolio fuoriuscita dalla piattaforma nel Golfo del Messico ha raggiunto le coste della Louisiana. Dichiarato lo stato d'emergenza anche in Florida. Stop alle trivellazioni off shore. Animali a rischio cancro e sterilità. FOTO E VIDEO

GUARDA LA FOTOGALLERY

Quel che si temeva, è accaduto, ancor prima del previsto. Le prime chiazze di petrolio, fuoriuscito dalla piattaforma della Bp affondata il 22 aprile nel Golfo del Messico, hanno toccato le coste della Louisiana, non lontano dall'estuario del Mississippi.
Il presidente americano Barack Obama ha ordinato un'inchiesta che vada a fondo sull'incidente alla Deepwater Horizon e si aspetta di vederne i risultati entro 30 giorni.
Into, è allerta anche nello Stato della Florida dove il governatore Charlie Christ ha decretato lo stato di emergenza nelle contee della costa per l'arrivo della marea nera.

Billy Nungesser, presidente del distretto di Plaquemines, ha reso noto che le strisce lucenti di petrolio hanno raggiunto le coste e minacciano il delicato ecosistema palustre della regione, che costituisce anche un'importante riserva ittica per il Paese (i pescatori di gamberi degli Stati Usa che si affacciano sul Golfo hanno già annunciato una class-action per chiedere i danni alla Bp).
In pericolo gli uccelli migratori, i pellicani che nidificano proprio in questa stagione, le lontre di fiume e centinaia di specie di ittiche.
Morte per tossicità, aumento del rischio di cancro, mutazioni del dna, sterilità, apparato digerente troppo grande o troppo piccolo: sono alcuni degli effetti che possono subire gli animali, come pesci e uccelli, dal contatto col petrolio. A spiegarlo è Eva Alessi, tossicologa del Wwf.

Adesso è lotta contro il tempo per evitare che il petrolio che fuoriesce dal pozzo sottomarino (cinque volte superiore alle stime inizialmente annunciate) provochi una catastrofe ecologica simile a quella che, nel 1989, creò la Exxon Valdes in Alaska: le conseguenze di quel disastro durano fino a oggi, a distanza di oltre 20 anni, e continueranno per decenni.

Barack Obama, che si è impegnato a usare "ogni risorsa disponibile" e ha mobilitato l'esercito, ha mandato i suoi più stretti collaboratori per coordinare le operazioni di contenimento: il ministro per la Sicurezza nazionale, Janet Napolitano, è partita per sorvolare in elicottero le coste del Golfo del Messico insieme ai ministri dell'Ambiente e il responsabile dell'istituto geologico Usa. In programma anche un incontro con i responsabili della compagnia petrolifera Bp, proprietaria della piattaforma, su cui giovedì Obama ha puntato le responsabilità.
Intanto la Casa Bianca ha annunciato che non verranno autorizzate trivellazioni petrolifere off-shore in nuove aree fino a una valutazione del disastro nel Golfo del Messico: pressata da un'opinione pubblica che teme un disastro ecologico senza precedenti, l'amministrazione Obama ha deciso di sospendere tutte le nuove trivellazioni off-shore.

La marea nera non sta avvelenando solo l'acqua e le coste del profondo sud degli Stati Uniti, ma anche l'aria. L'enorme macchia di greggio sta portando il suo puzzo insopportabile anche a New Orleans. La stampa locale riferisce che in città si sente un odore rivoltante di benzina.
"Stamane quando sono uscita - racconta una signora che vive in centro - ho sentito un odore pessimo. L'aria è talmente inquinata che sembra di stare dietro a un camion e respirare continuamente i suoi gas di scarico". La puzza sta disturbando anche i tanti appassionati accorsi in città per il famoso New Orleans Jazz Festival in corso in questi giorni. Aretha Franklin, a sole 10 ore dalla sua performance, ha fatto sapere che non canterà. Tuttavia non è chiaro se la sua scelta di disertare il palco sia stata dettata dagli effetti della marea nera.


Leggi tutto