Proseguono le violenze in Thailandia: morto un poliziotto

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L'esercito ha sparato colpi in aria nel tentativo di fermare l'ennesima manifestazione delle “camicie rosse” alla periferia di Bangkok. Il premier Vejjajiva: pronto a dimettermi se sono ostacolo alla pace. LA FOTOGALLERY

Ancora violenza in Thailandia dove la situazione politica è sempre più rovente. Un soldato e morto e almeno 10 persone sono rimaste ferite negli scontri scoppiati su una strada alla periferia di Bangkok, che hanno visto i soldati sparare proiettili di gomma contro i manifestanti anti-governativi e questi rispondere lanciando pietre.

Per cercare di fermare la colonna di circa 2.000 "camicie rosse" che, a bordo di camion e motociclette, hanno lasciato il centro di Bangkok sfidando lo stato di emergenza, i soldati hanno anche sparato in aria. Circa un centinaio di manifestanti si sono spostati in testa alla colonna principale, caricando i soldati e la polizia in tenuta antisommossa, che ha usato manganelli e scudi per respingerli. Alcuni manifestanti - hanno raccontato dei testimoni - hanno risposto lanciando pietre e proiettili con delle fionde. Gli scontri, che si sono verificati a tre riprese, sono cessati quando un forte temporale tropicale si è abbattuto sull'area, che si trova lungo la strada Vipawadee-Rangsit, a circa 40 km dal centro di Bangkok.

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