Louisiana: rischio disastro ambientale senza precedenti

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L'impianto Deepwater Horizon perde petrolio da giorni in seguito a un'esplosione. Navi, aerei e robot sottomarini sono all'opera per tentare di arginare l'allargarsi della macchia nera. FOTO E VIDEO

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Una flotta di navi e un robot sottomarino cercano di arginare il disastro ecologico nel Golfo del Messico. Ma ogni tentativo potrebbe essere inutile. L’enorme macchia di petrolio fuoriuscita dalla piattaforma affondata giovedì scorso, due giorni dopo un'esplosione costata la vita a 11 persone, si è infatti allargata solo nell’ultima notte del 50%, arrivando a coprire un’area di oltre 1500 chilometri quadrati. E allora ogni ora più grande è la preoccupazione che la chiazza nera che continua a riversarsi in mare dall’impianto Deepwater Horizon, raggiunga presto le spiagge e la regione paludosa della Louisiana, causando un disastro ambientale senza precedenti.

La British Petroleum, proprietaria della piattaforma, ha inviato nell’area 32 imbarcazioni per pulire le acque e diversi velivoli che disperdono sulla macchia nera uno spray diluente. E ha messo anche in opera un robot sottomarino. Le operazioni di monitoraggio e pulitura sono riprese dopo un'interruzione, nei giorni scorsi, per le condizioni meteorologiche avverse, con onde alte anche due metri e mezzo. Ma la società, inizialmente ottimista sulle possibilità di arginare i danni, attraverso il responsabile delle perforazioni, Doug Suttles, citato dalla Bbc, ha detto che pur facendo il possibile per bloccare la fuoriuscita di greggio dalle valvole e dalle tubature, il compito si sta rivelando "estremamente complicato" e "potrebbe non riuscire". Durante una conferenza stampa a New Orleans Suttles ha poi rivelato che un'apparecchiatura sistemata sull'imboccatura del pozzo per contenere le perdite si è rivelata inefficace e ha avvertito che ci vorranno dai due ai tre mesi per fermare la fuoriuscita. "Non è stato mai fatto prima - ha sottolineato - ma abbiamo al lavoro gli esperti più preparati”. Secondo la stima di British Petroleum, la perdita è di mille barili di petrolio al giorno e viene da due buchi a cinquemila metri di profondità sull’impianto di risalita che collega la bocca del pozzo alla piattaforma affondata. “Quello che la compagnia sta cercando di fare - ha sintetizzato l'ingegnere meccanico Richard Metcalf - è di mettere un tappo di sughero a una bottiglia di champagne".

Intanto si sono concluse le ricerche degli 11 operai dispersi dopo l'esplosione della piattaforma. In tutto erano 126 le persone presenti nell’impianto: i feriti sono 17, di cui quattro in gravi condizioni. La Deepwater Horizon, i cui resti si trovano a 80 km dalla costa della Louisiana, conteneva 2,6 milioni di litri di petrolio ed estraeva 8.000 barili di greggio al giorno (circa 90.000 litri). L'incidente di martedì scorso sarebbe stato causato da un tubo di trivellazione che ha innescato un’esplosione e sviluppato un incendio di vaste proporzioni.

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