GB, dibattito elettorale in tv: la rimonta di Cameron

I tre aspiranti inquilini di Downing Street dopo le elezioni del 6 maggio in Gran Bretagna: Cameron, Brown e Clegg
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Dopo l'exploit del leader Lib-dem Clegg nel primo faccia a faccia, dopo la prova di ieri sera i sondaggi rivelano che i britannici sono più indecisi che mai. Tra i temi affrontati: Europa, Vaticano e immigrazione. TUTTI I VIDEO

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Se l'altra volta Nick Clegg aveva stracciato i rivali, stavolta per lui è stata più difficile, e i sondaggi fatti alla fine del secondo dibattito tv tra i leader dei tre maggiori partiti, mostrano che per gli elettori - più indecisi che mai - è un testa a testa tra lui e David Cameron in vista delle elezioni del 6 maggio.

Per l'istituto YouGov, che ha fatto un sondaggio istantaneo per il Sun, David Cameron ha vinto il dibattito con il 36% dei consensi; segue Nick Clegg con il 32% e Gordon Brown con il 29%. Ma per il rilevamento di Comres per ITV Clegg ha vinto di misura con il 33%, contro il 30% ex aequo di Brown e Cameron. E alla domanda su chi votereste alle prossime elezioni: il 36% ha detto Lib Dem, il 35% Conservatori, il 24 Labour.

Ad osservarli ed ascoltarli nel dibattito trasmesso ancora una volta in direttta da SKYtg24 (vedi in fondo all'articolo tutti i viedeo), Clegg è decisamente il meno rigido e il più aggressivo, Cameron il più generico, e Brown, senza dubbio, il meno incisivo. Anche se il suo "get real" ("renditi conto della realta"') sul tema difesa verso Clegg è apparso alquanto pungente.

Insomma nella notte della sua prova del fuoco, dopo essere diventato il fenomeno di questa campagna elettorale, Clegg è dovuto tornare con i piedi per terra, perché stavolta il match è stato più duro di quanto non fosse stato nel primo faccia a faccia, sin dall'inizio, e ha funzionato meno la sua strategia di attacco della "vecchia politica" degli avversari.
Nel match in diretta dall'Arnolfini Centre di Bristol, le scintille sono volate subito scintille, soprattutto su Europa (il tema predominante era la politica estera) ed immigrazione.

L'Europa è stata l'argomento della prima domanda dal pubblico, e le distanze non potevano essere più nette. Per Cameron, la Gran Bretagna deve restare in Europa, ma con i conservatori non entrerà nell'euro, aggiungendo che il Regno deve riportare poteri dall'Ue a Londra. "Dobbiamo stare nell'Europa, ma non essere guidati dall'Europa", ha detto Cameron. Pronto l'europeista Clegg: "L'Ue non è certo perfetta, ma da soli siamo più deboli, uniti siamo più forti". Simile la posizione di Brown, che insieme a Clegg ha attaccato il leader Tory per le sue alleanze con "estremisti" (Clegg ha parlato di "pazzi ed omofobi") in Europa.

Domanda anche sulla visita del Papa a settembre: Gordon Brown, David Cameron e Nick Clegg sono tutti pronti a dare il benvenuto a Benedetto XVI, ma con diversi accenti. Clegg ha ricordato di non essere credente, ma ha sottolineato che la moglie, di nazionalità spagnola, lo è, che i suoi figli vengono educati in quella fede e di "conoscere il tormento di molti cattolici". "Accolgo con favore la visita del Papa, ma la chiesa deve riconoscere di più la terribile sofferenza, provocata, non si può cancellare le tragedie del passato, ma si può attuare un processo di apertura", ha detto Clegg. Il conservatore Cameron ha ammesso di non condividere le opinioni del Pontefice su molte questioni, dalla contraccezione, all'aborto alla ricerca scientifica, mentre Brown ha sottolineato i passi avanti fatti dai laburisti per i diritti degli omosessuali e le unioni gay e si è detto contrario alla posizione del Papa riguardo nalla contraccezione e la ricerca.

Duello anche sull'immigrazione: la proposta di Clegg di introdurre una sanatoria per i clandestini, permettendo a coloro che sono riusciti ad entrare illegalmente sotto i laburisti di diventare regolare e di pagare le tasse nel Regno, è stata subito criticata da Gordon Brown secondo il quale un piano simile non farebbe altro che incrementare l'immigrazione illegale. Cameron ha invece enfatizzato la crescita del numero di immigrati dalla salita al potere dei laburisti e si e' staccato da Clegg e da Brown affermando la necessità di introdurre un limite massimo al numero di immigrati, sia extracomunitari, che dai nuovi Paesi Ue.

E il parlamento 'appeso' e la possibilita' di dover fare coalizioni? Tutti, com'era prevedibile si sono mantenuti sul vago. E poi pensioni, difesa e ambiente a dividerli.

Appuntamento ora all'ultimo match, il 29 aprile, per capire come andranno a finire queste elezioni sempre più incerte.

Il primo dibattito: l'exploit di Clegg

Il secondo dibattito: tutti i video

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