Pedofilia, nuova bufera su cardinali e vescovi

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Un 22 aprile di tensioni per alcuni rappresentanti della gerarchia cattolica. In California è partita una querela contro i porporati Rivera e Mahony. In Irlanda s'è dimesso James Moriarty, mentre in Germania Walter Mixa

Ultimamente s'era respirato una clima di distensione dopo l'incontro maltese di Benedetto XVI con 8 vittime d'abusi da parte d'ecclesiastici e dopo il racconto commosso, fattone dallo stesso Pontefice nel corso dell'Udienza generale di mercoledì 21 aprile. Ma la relativa tranquillità è durata l'espace d'un matin. Una nuova bufera s'è di fatti abbattuta il 22 aprile sulla Chiesa cattolica con accuse di connivenza a cardinali, dimissioni di vescovi e azioni legali contro lo stesso Benedetto XVI.

A dar fuoco alle polveri una querela anonima contro i cardinali Norberto Rivera Carrera, arcivescovo primate di México, e Roger Michael Mahony, già arcivescovo di Los Angeles, per aver coperto gli abusi commessi su decine di ragazzi dal reverendo Nicolas Aguilar. Secondo la denuncia il porporato messicano, che nel 1987 permise l'incardinazione del sacerdote nell'archidiocesi di Los Angeles, avrebbe informato il cardinale Mahony delle attitudini di Aguilar, che non fu rimosso, in ogni caso, dagli incarichi pastorali affidatigli. Nel frattempo, come annunciato in una conferenza stampa a St. Paul in Minnesota, una vittima del reverendo Lawrence Murphy ha intentato un'azione legale federale contro Benedetto XVI e i cardinali Tarcisio Bertone e Angelo Sodano

Dal nuovo continente al vecchio, dove in giornata sono giunte le rinunce di Walter Mixa e James Moriarty dal governo pastorale delle rispettive diocesi di Augsburg (Germania) e di Kildare and Leighlin (Irlanda). Benché la Conferenza episcopale tedesca abbia notificato le dimissioni dell'ultraconservatore Mixa, esse non sono state accettate, al momento, dal Papa. Attaccato della stampa tedesca d'aver picchiato dei bambini quando era parroco a Schrobenhausen, il presule 69enne aveva ammesso, il 16 aprile, d'aver dato "qualche scappellotto qua e là".

Come comunicato dalla Sala Stampa della Santa Sede, Benedetto XVI ha invece accettato la rinuncia di James Moriarty, accusato di aver coperto in passato abusi sessuali commessi su minori da sacerdoti dell'archidiocesi di Dublino. Il comunicato ufficiale del presule ha suscitato un autentico polverone perché, oltre alla richiesta di scuse alle vittime, Moriarty ha ammesso d'essersi piegato alla "cultura prevalente. La lunga battaglia delle vittime per essere ascoltate e rispettate dalle autorità della Chiesa ha rivelato una cultura, che molti potrebbero semplicemente descrivere come non cristiana". Dichiarazione, che è stata accolta con soddisfazione e rispetto da Andrew Madden, una delle vittime.

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