Usa, Gates: “Non abbiamo una politica efficace verso l’Iran”

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Il New York Times rivela l’esistenza di un documento in cui il ministro della Difesa mette in guardia la Casa Bianca sulla questione del nucleare della Repubblica islamica. Intanto Amadinejad continua a minacciare occidente e Israele

Il New York Times scrive, citando fonti dell'amministrane, dell’esistenza di un memorandum segreto alla Casa Bianca,  firmato dal ministro della Difesa Robert Gates, che mette in guardia sul fatto che gli Stati Uniti non hanno una politica efficace a lungo termine per far fronte ai progressi dell'Iran sui suoi programmi nucleari.

L'analisi di Gates, inviata al consigliere per la sicurezza nazionale James Jones e descritta da un funzionario della Casa Bianca come "un campanello d'allarme", ha innescato uno sforzo all'interno dell'amministrazione per mettere a punto nuove strategie per il presidente Barack Obama: queste strategie - scrive il giornale - includono alternative militari, ancora in evoluzione, che potrebbero essere prese in considerazione se la via della diplomazia e delle sanzioni non dovesse riuscire a indurre l'Iran a cambiare rotta.

Una fonte dell'amministrazione ha detto al Times che c'è un limite che non verrà permesso di attraversare all’Iran: gli Stati Uniti faranno sì che l'Iran non acquisisca "una capacità nucleare", uno stadio che Teheran potrebbe raggiungere ben prima di dotarsi di un'arma atomica sofisticata.

Intanto da Tehran il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad continua nelle sue minacce verso Israele e l’occidente. In un discorso pronunciato in occasione della Giornata dell'esercito ha affermato che Israele è "impegnato sulla via che conduce alla sua caduta".

Il leader iraniano ha anche invitato i paesi occidentali a "mettere da parte il loro militarismo e a cessare di sostenere questo regime assassino". "Il regime sionista è impegnato sulla via che conduce alla sua caduta. Le nazioni della regione, dopo circa 60 anni (di esistenza d'Israele, ndr), vogliono sradicare questo microbo corrotto, che è la principale causa di insicurezza nella regione".

Inoltre il presidente iraniano è tornato a chiedere il ritiro degli Stati Uniti da Iraq  e Afghanistan. "La regione non ha bisogno di truppe straniere, dovrebbero tornare a casa e lasciare gli stati della regione a gestire i loro  affari".
     
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