Gino Strada: "Testimoni scomodi, rapiti da governo Karzai"

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Il fondatore di Emergency a Sky Tg24: "E' iniziata una guerra preventiva". L'ambasciatore italiano in Afghanistan ha incontrato i connazionali arrestati: "Stanno bene". A Lashkar Gah manifestazione per chiedere la chiusura dell'ospedale

GURADA LE FOTO dei medici arrestati

"E' iniziata una guerra preventiva per togliere di mezzo un testimone scomodo prima di dare il via ad un'offensiva militare in quelle regioni". Lo ha detto Gino Strada, il fondatore di Emergency, in una conferenza stampa a Milano sulla vicenda dei tre operatori dell'organizzazione umanitaria arrestati in Afghanistan. "I nostri medici - ha proseguito - sono stati rapiti dalla polizia del governo Karzai, quel governo difeso dalla coalizione internazionale della quale fa parte anche l'Italia. La coaizione internazionale è li a difendere quel governo". Il fondatore di Emergency ha anche fatto riferimento a "un video che mostra la presenza, fuori e dentro l'ospedale, delle truppe Isaf". Una circostanza che confermerebbe il coinvolgimento della Nato nella vicenda. Ieri un portavoce dell'Alleanza atlantica aveva smentito la partecipazione di soldati Isaf, attribuendo ogni responsabilità ai servizi di sicurezza afgani.

"Quelle contro il personale di Emergency sono accuse Grottesche”, ha detto Strada intervistato da SKY TG24. “Si tratta si un'azione premeditata e compiuta dalle forze militari afgane insieme alle forze internazionali, quelle che dovrebbero portare pace e democrazia nel Paese". Secondo Strada, che parla di una sorta di "complotto" ordito dal governo di Karzai contro un "testimone scomodo" come Emergency, il governo italiano "spende due milioni di euro al giorno per la missione di pace e per difendere il governo afgano, lo stesso governo che poi fa arrestare del personale italiano".

Intanto l'ambasciatore italiano a Kabul Claudio Glaentzer, secondo quanto si apprende da fonti della Farnesina, ha incontrato stamani i tre operatori di Emergency fermati ieri in Afghanistan e li ha trovati "in buone condizioni". L'infermiere Matteo Dell'Aira (coordinatore medico), il chirurgo d'urgenza Marco Garatti, veterano dell'Afghanistan e il tecnico della logistica Pagani, secondo quanto si è appreso, sono ancora in stato di fermo. I tre italiani al momento si trovano in una struttura dei servizi di sicurezza afghani.

Alcune centinaia di persone hanno manifestato oggi davanti all'ospedale di Emergency a Lashkar Gah, chiedendone la chiusura. Secondo i manifestanti, con la sua attività Emergency aiuta i talebani e costituisce un pericolo per la sicurezza della zona. Il portavoce del governatore di Helmand, Daud Ahmadi, ha spiegato che la chiusura dell'ospedale "potrebbe essere decisa solo dal governo centrale".

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