Pedofilia, nuove accuse gettano ombre sulla Chiesa

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Dopo la lettera pubblicata dal Washington Post e che chiama in causa direttamente Ratzinger il Times di Londra accusa il capo della chiesa cattolica inglese di aver coperto abusi in Galles

Il capo della chiesa cattolica d'Inghilterra e Galles sarebbe stato responsabile di un sistema per la protezione dei minori che ha permesso ad un prete pedofilo di continuare a commettere abusi nonostante ripetute segnalazioni da parte delle vittime. Lo sostiene il Times quale conclusione di un'inchiesta condotta dallo stesso quotidiano. L'arcivescovo di Westminster, Vincent Nichols, attuale primate della chiesa cattolica d'Inghilterra e Galles, ha presieduto dal 2001 al 2008 un'istituzione cattolica attiva nell'assistenza di minori (Catholic Office for the Protection of Children and Vulnerable Adults - Copca) proprio mentre un prete pedofilo, David Pearce, era oggetto di indagini da parte della chiesa e della polizia. Ma l'ufficio che faceva capo a Nichols non è mai intervenuto, al punto che, nel 2006, nonostante l'Alta Corte avesse stabilito il risarcimento per danni ad una delle vittime di Pearce, il monaco benedettino mantenne la sua funzione alla Ealing Abbey, parrocchia dell'ovest di Londra, fino al 2008 quando fu arrestato. Pearce, 68 anni, ex preside della prestigiosa St. Benedict's School (Ealing), e' stato condannato a otto anni di prigione dopo aver ammesso una serie di reati a sfondo sessuale in abusi a studenti adolescenti durante i 35 anni alla Ealing Abbey.

Le accuse del giornale inglese seguono la scoperta da parte dell'Associeted Press e ripresa dal Washington Post di una lettera del 1985 in cui, l'allora cardinale Joseph Ratzinger, invitava alla prudenza su un caso di pedofilia a Oakland. Secondo il quotidiano americano Ratzinger sconsigliò di ridurre allo stato laicale un sacerdote californiano che aveva molestato alcuni minori. Il Vaticano ha confermato all'Ap la firma di Ratzinger sulla lettera rilasciando una spiegazione sulla vicenda: "Il card. Ratzinger definiva gli argomenti a favore della riduzione del sacerdote allo stato laicale di "grande significato", ma suggeriva prudenza al vescovo sottolineando di considerare "il bene della Chiesa universale" e il "danno che concedere la dispensa può provocare nella comunità dei credenti in Cristo, in particolare vista la giovane età" del religioso, poi ridotto allo stato laicale nel 1987, cioè solo due anni dopo la lettera.

La risposta del portavoce della Santa Sede al caso di Oakland:


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