Caos Kirghizistan, il presidente in fuga

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Migliaia di persone in strada per protestare contro il governo. Decretato lo stato d'emergenza nel Paese ex sovietico dell'Asia centrale. Il vice-premier è stato rapito, la televisione di stato è stata occupata. LE IMMAGINI

Regna il caos nel paese asiatico del Kirghizistan. Per tutto il giorno si hanno avuto notizie di duri scontri tra la polizia e le forze antigovernative. L'opposzione ha parlato di centinaia di morti. Secondo alcune fonti, confermate da responsabili dell'aeroporto della capitale Bishkek, il presidente del paese Bakiev sarebbe fuggito dal paese. Secondo fonti americane, però, il governo sarebbe ancora in carica.

Nel pomeriggio le truppe hanno aperto il fuoco sulle migliaia di manifestanti dell'opposizione che assediavano la sede del governo a Bishkek, mentre gli oppositori hanno invaso e preso il controllo del Parlamento e hanno dato alle fiamme il primo piano della sede della procura generale. Potrebbero essere molte decine i morti nei disordini in corso nel paese, secondo una fonte dei servizi di ambulanza che ha chiesto l'anonimato.

Il premier del Kirghizistan, Daniyar Ussenov, ha decretato lo stato d'emergenza. Obiettivo dei manifestanti, migliaia solo nella capitale, è ''un cambio di potere nel paese'', ha dichiarato oggi Azimbiek Bakhnazarov, ex procuratore generale kirghizo e attualmente uno dei dei leader dell'opposizione.

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