Bangkok, la protesta del sangue delle "camicie rosse"

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Continua la teatrale mobilitazione messa in campo dai manifestanti anti-governativi che in Thailandia chiedono nuove elezioni. Nel quarto giorno di manifestazioni il sangue raccolto tra i cittadini viene portato davanti alla casa del premier

Le "camicie rosse" thailandesi hanno versato stamani una ventina di litri di sangue davanti alla residenza privata del premier Abhisit Vejjajiva, nel centro di Bangkok, dopo aver effettuato ieri la stessa operazione di fronte alla sede del governo e al quartier generale del Partito Democratico.

Il liquido, raccolto grazie alle donazioni di migliaia di volontari tra i sostenitori dell'ex primo ministro Thaksin Shinawatra, è stato rovesciato davanti al cancello ma anche lanciato all'interno del cortile, mentre sulla capitale si stava abbattendo un acquazzone. In seguito, i "rossi" sono tornati al campo base della protesta in Thanon Ratchadamnoen, causando notevoli disagi al traffico lungo la centralissima via Sukhumvit. Secondo i calcoli delle autorità, ormai i manifestanti rimasti in piazza si sono ridotti a 10 mila, rispetto ai circa 100 mila di domenica. Abhisit, che finora ha resistito alle richieste dei manifestanti di sciogliere il Parlamento, si trova nel sud nel Paese per assistere alla cremazione di un poliziotto ucciso in un agguato dei ribelli musulmani.

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