Nigeria insanguinata da scontri interreligiosi

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S'è ulteriormente aggravato il bilancio delle vittime degli attacchi tra musulmani e cristiani, verificatisi, il 7 marzo, nella regione di Jos. I morti, tra cui molti bambini e donne, sarebbero almeno 500

Secondo una stima fornita da un consigliere del governatore dello stato di Plateau, almeno 500 persone di confessione cristiana sono state barbaramente uccise, il 7 marzo, dai Fulani, nomadi musulmani.  Tra le vittime, massacrate a colpi di machete, numerosi i bambini e le donne. Teatro della peggiore carneficina è stato il villaggio di Dogo Nahawa, a sud di Jos, dov'è stato dichiarato lo stato di massima allerta. La Croce Rossa internazionale ha fatto sapere che molti stanno fuggendo dalle loro case in una regione, che troppe volte è dilaniata da conflitti etnici o religiosi. Soltanto nello scorso gennaio erano morte, durante violenti scontri tra musulmani e cristiani, 464 persone. Nel frattempo il presidente ad interim della Nigeria, Goodluck Ebel Jonathan, ha dichiarato d'aver "collocato tutte le forze di sicurezza a Plateau e nelle regioni vicine in stato di massima allerta, per evitare qualsiasi estensione del conflitto".

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