L'Iraq non si lascia intimidire e va in massa alle urne

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Elevato, nonostante le minacce e gli attacchi di al-Qaeda, è stato il tasso di partecipazione all'elezioni politiche nel paese asiatico. Piena soddisfazione al riguardo è stata espressa anche dal presidente degli Stati Uniti

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Le minacce di al-Qaeda e i sanguinosi attentati, che si sono ripetuti a Baghdad il 7 marzo e che sono costati la vita a 38 persone, non hanno scoraggiato gli iracheni, che, in massa, sono andati alle urne, per eleggere i nuovi 325 deputati parlamentari. Se è ancora troppo presto per i dati ufficiali, quello che veramente conta, al momento, è il tasso di partecipazione che, stando alla stime riportate dalle tv locali, s'è aggirato intorno al 60 %. L'altro dato significativo è costituito dall'altissima affluenza di sunniti alle urne, vale a dire di coloro che avevano boicottato le precedenti elezioni. Un segnale, dunque, verso la riconciliazione nazionale, che, non a caso, è stato salutato con soddisfazione dal presidente degli Usa Barack Obama: "La partecipazione al voto indica che l'Iraq vuole disegnare il suo futuro". Nel frattempo non mancano le prime indiscrezioni sui risultati elettorali, secondo le quali la formazione del premier sciita al-Maliki si sarebbe attestata su ottime posizioni, a dispetto dei più conservatori, soprattutto nel sud del paese. Al contrario lo sfidante Allawi, che già denuncia brogli, avrebbe conquistato le città sunnite di Falluja e Ramadi.

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