Traffico di armi, l’Iran: manovra politica italiana

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Dopo l'arresto di due cittadini iraniani nell'ambito di un'inchiesta su un presunto traffico di armi arrivano dure reazioni da Teheran. Accuse respinte con durezza da Franco Frattini

condo Teheran quella italiana è una manovra politica tesa a creare confusione e ambiguità, l'inizio di un'altra sortita propagandistica contro il paese di Mamoud Ahmadinejad. Il governo  si riferisce all'arresto di due cittadini iraniani nell'ambito di un'inchiesta su un presunto traffico di armi. Insinuazioni, le definisce il ministro degli esteri Franco Frattini che, senza indugi, le rispedisce al mittente.

La protesta fa riferimento all'arresto a Milano di Nejad Hamid Masoumi, 51 anni, giornalista accreditato da anni presso la Sala stampa estera a Roma e di Ali Damirchiloo, di 55 anni, presunto 007 iraniano fermato a Torino. Nell'ambito della stessa indagine sono stati arrestati anche cinque italiano mentre altri due iraniani risultano latitanti.

Il portavoce del ministro degli Esteri Ramin Mehmanparast ha detto: "Le notizie pubblicate sugli arresti rivelano un nuovo gioco che mira a creare confusione e ambiguità: una vera e propria manovra politica".

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