Cile, più di 700 vittime e 2 milioni di sfollati

Presi d'assalto i supermercati in Cile
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I soccorritori continuano a scavare tra le macerie. A Concepcion è stato imposto il coprifuoco per fermare i saccheggi. Il governo ammette: l'allarme tsunami è partito in ritardo. I video, le foto, le testimonianze. VAI ALLO SPECIALE

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Il bilancio delle vittime del terremoto che il 27 febbraio ha devastato il Cile è di oltre 723 morti  e 19 dispersi. Ma il bilancio potrebbe aumentare man man che arrivano i dati dei villaggi crollati o spazzati dalla furia delle acque. Uno di questi è Dichato, una comunità di pescatori con 7.000 abitanti vicino all'epicentro del sisma, su cui si sono abbattute onde gigantesche. "Piu' del 75 per cento delle abitazioni sono distrutte, in rovina", ha raccontato David Merino, uno degli abitanti.
Santiago del Cile, intanto, ha chiesto formalmente all'Onu l'aiuto della comunità internazionale. Martedì arriverà nel Paese Hillary Clinton.

Il governo ammette: l'allarme tsunami è partito in ritardo - A tre giorni dal devastante sisma e conseguente maremoto che hanno provocato almeno 700 morti, il Ministero della Difesa cileno ammette che la Marina militare ha sbagliato a non lanciare l'allarme tsunami immediatamente dopo la scossa di 8,8 di magnitudo. Degli oltre 700 morti finora confermati, 541 sono stati riportati dalle regione di Maule e 64 di Bio Bio entrambe costiere. Se le sirene dell'allarme tsunami fossero suonate immediatamente molti residenti dei villaggi costieri sarebbero potuti scappare verso l'interno.

Un paese nel caos
- Il governo del Cile ha inviato 10.000 soldati nelle regioni meridionali, messe in ginocchio dal sisma, tentando di contenere i saccheggi: a Concepcion 55 persone sono state arrestate nella prima notte di coprifuoco mentre a Chiguayante un uomo è morto per un colpo d'arma da
fuoco di provenienza incerta.
Alll'esercito è stato dato il compito di fermare i saccheggi che spesso non si limitano a beni di prima
necessità, ma sono veri e propri furti da magazzini e supermercati semidistrutti.
La gente, preoccupata di rimanere senza cibo, ha saccheggiato supermercati, farmacie, negozi, in cerca disperata di alimenti e prodotti di base per sopravvivere. E per alcune ore Concepcion si è trasformata in una città senza legge.

Gli italiani - Ritrovato un italiano che in un primo momento era stato dato per disperso: Federico Albertini, giovane insegnante di Ascoli Piceno, da tre anni a Concepcion, sta "bene" e al momento del terremoto "era fuori città”, tra le più colpite dal sisma. I diplomatici italiani in Cile - dall'ambasciata a Santiago al consolato di Concepcion, tornato operativo già ieri - hanno battuto infatti a tappeto tutti gli indirizzi degli italiani residenti. E stanno continuando a fare le verifiche - in stretto coordinamento con l'Unita' di Crisi della Farnesina - su ogni segnalazione. Su ogni connazionale cioè indicato poter essere nel paese al momento del terremoto. Verifiche che proseguono e che finora non hanno registrato connazionali coinvolti.
Sta bene anche l'arcivescovo italiano di Concepcion, mons. Ricardo Ezzati Andrello, originario di Campiglia dei Berici nel vicentino, del quale non si riusciva ad avere notizie. "Siamo stati contattati da una suora salesiana di Punta Arenas che ha parlato al telefono con mio zio, confermandoci che sta bene", ha riferito oggi uno dei nipoti che lo cercavano dall'Italia.

Il terremoto - Un devastante terremoto di magnitudo 8,8 della scala Richter, tra i più forti della storia recente, ha colpito il Cile alle 3.34 di sabato mattina ora locale (le 7,34 italiane) provocando centinaia di vittime.  L'epicentro della scossa è stato registrato a circa 90 chilometri a nord est di Concepcion e a 110 chilometri a sud est di Talca, ad una profondità di circa 55 chilometri e precisamente a 325 km a Sud Ovest di Santiago. Obama assicura: siamo pronti ad assistere il Cile.

Secondo l'istituto americano di geofisica questo del Cile è il quinto terremoto più forte della storia. Di più forti se ne ricordano solo altre quattro: da 9.5 nel 1960 ancora in Cile a Valdivia (oltre 400 chilometri a sud di Concepcion), da 9.2 in Alaska nel 1964, da 9.1 che generò lo tsunami nell'oceano Indiano nel 2004 e da 9.0 che distrusse Lisbona nel 1755.
Il terremoto che ha devastato Haiti il 12 gennaio era di magnitudo 7.0. LO SPECIALE HAITI

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