Gheddafi contro la Svizzera, jihad per i minareti

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Il leader libico fa appello alla guerra santa contro Berna per il referendum contro i minareti nel Paese, approvato dalla popolazione elvetica

Il leader libico Muammar Gheddafi ha invitato oggi alla "jihad", la guerra santa, contro la Svizzera, accusandola di essere uno stato infedele che sta distruggendo le moschee. il Colonnello si schiera contro Berna anche alla luce del referendum approvato in novembre che impone lo stop alla costruzione di nuovi minareti nel Paese.
"Ogni musulmano in ogni parte del mondo che lavora con la Svizzera è un apostata (un traditore della fede), è contro Maometto, Dicio e il Corano", ha detto Gheddafi durante una riunione a Bengasi, nella Libia orientale, per ricordare l'anniversario della nascita di Maometto.

L'Italia, ha detto da Bruxelles poco prima delle parole di fuoco di Gheddafi, "teme in particolare" che la definizione dei flussi "possa portare Tripoli ad allentare i controlli alle frontiere" sull'immigrazione clandestina. Il governo italiano, infatti, ha faticato non poco per chiudere con il diffidente colonnello un accordo bilaterale omnicomprensivo che, di fatto, ha portato Tripoli a chiudere quasi del tutto i rubinetti dei flussi dalla Libia verso l'Italia.

Le relazioni della Libia con la Svizzera hanno subito un duro colpo nel 2008 con l'arresto di un figlio di Gheddafi in un hotel di Ginevra, con l'accusa di aver maltrattato i domestici.



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