Libia, anche lo svizzero Goeldi lascia l'ambasciata

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Le autorità avevano dato alla sede diplomatica elvetica un ultimatum per consegnare alla giustizia libica due cittadini svizzeri rifugiatisi all'interno dell'edificio. Goeldi, condannato a 4 mesi di carcere, è accusato da Tripoli di "soggiorno illegale"

Max Goeldi, uno dei due cittadini svizzeri trattenuti dall'estate 2008 in Libia, ha lasciato l'ambasciata elvetica e si è consegnato alle autorità giudiziarie di Tripoli per scontare la pena di 4 mesi di reclusione. Lo ha reso noto il suo legale, Salah Zahaf.
Goeldi dovrebbe essere portato già oggi pomeriggio nel carcere di Ayn Zara dove sconterà la condanna per violazione della legge sull'immigrazione.
Rachid Hamdani, che ha doppia nazionalità (svizzera e tunisina) era stato trattenuto in Libia, insieme a Max Goeldi dal luglio 2008. Da quando, cio, è iniziata la crisi diplomatica Libia-Svizzera a seguito dell'arresto di Hannibal Gheddafi a Ginevra.
L'altro cittadino svizzero, Rachid Hamdani, trattenuto in Libia da 19 mesi, ha ottenuto il visto dalle autorità sta lasciando il paese.

Per ottenere la consegna dei due uomini che si erano rifugiati nell'edificio, la polizia libica oggi ha deciso di circondare l'ambasciata svizzera a Tripoli.

A entrambi gli uomini di nazionalità svizzera era stato vietato di lasciare la Libia da luglio del 2008, subito dopo l'arresto, da parte delle autorità elvetiche, di uno dei figli di Muammar Gheddafi in un hotel di lusso di Ginevra. Il figlio del leader libico era stato poi accusato di maltrattamenti su due dipendenti svizzeri. Le accuse vennero successivamente lasciate cadere e i funzionari libici hanno negato qualsiasi legame tra l'arresto di Ginevra e le accuse nei confronti dei due uomini d'affari.


La mediazione della Ue: il servizio di TG24



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