Il solito Ahmadinejad, tra aperture e minacce all’Occidente

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Il presidente iraniano prima sembra essere possibilista sul fronte nucleare: "La questione dello scambio di uranio non è chiusa”. Ma poi torna a usare toni duri: “Faremo pentire chi imporrà sanzioni”

Mentre le sanzioni si avvicinano (anche la Russia non le ha escluse), il presidente dell’Iran Mahmud Ahmadinejad spiega che l'ipotesi di scambio di combustibile nucleare, proposta dall'Aiea (l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica) è realizzabile. Improvvisa l’apertura al dialogo del leader iraniano. E’ ancora possibile, addirittura anche con gli Stati Uniti, purchè avvenga in maniera simultanea. E l’ennesima mossa a sorpresa del regime degli Ayatollah. Parte della strategia, ormai consolidata, fatta di aperture e di repentini cambi di opinione. Così facendo l’Iran guadagna tempo per continuare a sperimentare il proprio programma atomico. Inoltre più il tempo passa, più Ahmadinejad potrà alzare la posta in un eventuale dialogo con l’Occidente. Ma il presidente non ha voluto rinunciare alla solita dose di populismo e veemenza retorica: "Se qualcuno agisce contro l'Iran la nostra risposta sarà dura abbastanza da farli pentire".

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