Europa: la nuova commissione al via

jose manuel barroso
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Barroso si presenta all'Europarlamento per ottenere la fiducia al suo secondo mandato. Una commissione che dovrà essere meno istituzionale e più politica.

Niente sarà più come prima. E non solo, come ha detto Josè Manuel Barroso, a causa della crisi economica e dei cambiamenti climatici. La commissione europea che oggi chiede la fiducia al parlamento europeo, infatti, si appresta ad assumere un ruolo molto più attivo e politico delle commissioni che l'hanno precedeta. Non per niente in questa commissione avrebbe voluto anche sedersi, in qualità di ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, ben intuendo che da oggi l'asse della politica si sposta (un po' almeno)  dalle capitali nazionali a Bruxelles. Alla fine ha dovuto cedere il posto alla britannica Catherine Ashton, già bacchettata dai popolari dell'Europarlamento per un'eccessiva timidezza sui tavoli internazionali.

Ma non sarà facile per questa commissione vincere le resistenze dei singoli stati, da sempre gelosi dei propri poteri e delle proprie prerogative. Un'Europa più coordinata e dunque più forte per contare nel mondo è quello che ha auspicato (ma anche chiesto) Barroso nel suo discorso oggi all'Europarlamento. "La crisi internazionale - ha ricordato Barroso agli eurodeputati - ha evidenziato che le economie di tutto il mondo sono interdipendenti e perciò serve ancora di più un buon governo economico dell'Europa. I singoli stati membri - ha detto non hanno da soli la forza per i rapporti con le altre potenze politiche mondiali. Dobbiamo lavorare insieme per difendere gli interessi dell'Europa nel mondo, come già facciamo per quanto riguarda le questioni commerciali e della concorrenza".

Un discorso rivolto ai singoli stati piuttosto che ai deputati europei (che voteranno senza problemi la fiducia al suo secondo mandato); un discorso nel quale, senza troppi infigimenti, si chiede ai singoli stati di delegare e cedere una fetta consistente della propria sovranità e autorevolezza all'Unione Europea. Perchè a dare potere alla nuova commissione i trattati, se non c'è la volonta dei paesi, servono ben a poco.

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