Frattini: "Chi indossa il Burqa non vuole integrarsi"

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Il ministro degli Esteri, intervenendo al convegno dell'Osservatorio Permanente Giovani Editori, è tornato sulla questione che in questi giorni anima anche il dibattito nella politica francese: "E' un problema di ordine pubblico"

"Quando io sento parlare di legge sul burqa, io dico che dobbiamo inserire quest'aspetto in un contesto di sicurezza che c'è, perché quando uno entra completamente velato in una banca o in un ufficio pubblico mi sembra logico che qualche problema si pone. Ma chiediamoci se il fatto di velarsi completamente non sia il primo segno della volontà di non integrarsi". Lo ha detto il ministro degli Affari esteri Franco Frattini oggi nel suo intervento al convegno dell'Osservatorio Permanente Giovani Editori nell'intervista dedicata a "L'Europa e gli extracomunitari".

"Altra cosa - ha aggiunto - è il velo sulla testa che portava mia nonna per andare in chiesa. Quello era il segno del rispetto religioso. Ma non è l'imposizione sulle strade dove non si sta pregando ma ci si copre chiudendosi completamente al rapporto perché c'è una tradizione della comunità di appartenenza. Ma questo problema io non lo risolverei per legge, lo risolverei attraverso un percorso più ampio. Ma arriverei alla conclusione che chi si vela completamente rifiuta esso stesso il contatto con coloro che vivono nel paese che lo sta ospitando. E questo non è un buon segno".

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