La Francia verso il no al burqa

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La commissione di studio istituita dal Parlamento: offende i valori della République. Il velo integrale sarà bandito in scuole, ospedali e uffici pubblici

La Francia vuole dire no al velo integrale in pubblico. La commissione di studio istituita dal Parlamento francese ha infatti raccomandato che il velo islamico che copre interamente il volto delle donne sia vietato in tutte le scuole, gli ospedali, i trasporti pubblici e negli uffici statali. Il burqa, è la conclusione del rapporto, offende i valori nazionali della Repubblica francese. Si tratta della conclusione di un iter durato 6 mesi i cui risultati erano molto attesi oltralpe, ampiamente dibattuto dall'opinione pubblica e che certamente susciterà nuove polemiche. Sul piano strettamente normativo, la proposta faro consiste nell'adozione di una "disposizione che vieti di dissimulare il proprio viso nei servizi pubblici". Il rapporto raccomanda di "optare per uno strumento legislativo" che possa anche essere declinato "per via amministrativa". Questo dispositivo potrebbe in particolare essere applicato nei trasporti pubblici e nei dintorni delle scuole. "La conseguenza della violazione di questa regola non sarebbe di natura penale ma consisterebbe in un rifiuto di corrispondere il servizio richiesto". La commissione di studio non arriva a suggerire un "divieto generale e assoluto del velo integrale negli spazi pubblici" perché "non esiste al riguardo unanimità".

La prospettiva di vietare il velo integrale è allo studio, oltre che in Francia, in diversi paesi europei, fra cui l'Italia, i Paesi bassi, la Danimarca. In Italia, una legge del 1975, varata per ragioni di ordine pubblico, vieta di coprirsi il volto (con fazzoletti e caschi da moto) nei luoghi pubblici. Alcuni sindaci della Lega nord si sono appellati a questa norma per vietare, con disposizioni amministrative locali, tanto il velo integrale che il "burkini" (costume da bagno). La Lega Nord ha presentato un disegno di legge nell'ottobre scorso che prevede fino a due anni di carcere e 2.000 euro di ammenda per coloro che "in ragione della propria fede religiosa rendono difficile o impossibile la propria identificazione". Nei Paesi Bassi sono allo studio diversi progetti di legge sul divieto del niqab e del burqa (il primo lascia lo spazio per gli occhi, mentre con il secondo il viso è interamente coperto), in particolare nel settore dell'istruzione pubblica e dei servizi amministrativi. In Danimarca il governo conservatore sta discutendo l'opportunità di limitare l'uso del velo integrale negli spazi pubblici, a scuola e nei tribunali. Sono attese le raccomandazioni di una commissione governativa prima del varo della legge. Nel Regno unito non esiste alcuna legge che vieti il burqa o niqab e il governo ha riaffermato di recente che non intende legiferare in materia. Il ministero dell'educazione ha comunque emesso delle direttive che consentono ai direttori delle scuole pubbliche di vietare il niqab. Anche in Austria si è aperto il dibattito, su proposta del ministro socialdemocratico della famiglia, Gabriele Heinisch-Hosek, preoccupata dal crescente numero di donne velate nel paese.

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