Dal Venezuela il no alla Playstation

1' di lettura

Il presidente venezuelano Hugo Chavez si scaglia contro la Playstation definendo i suoi giochi “un veleno del capitalismo”. E i videogiocatori rispondono su YouTube

di Floriana Ferrando

Dopo aver criticato tempo fa la Nintendo e i suoi giochi pieni di egoismo e violenza, il presidente del Venezuela si scaglia contro la Sony.
Nel suo show settimanale Alò Presidente, Hugo Chavez ha commentato il ruolo dei videogiochi nella società occidentale. E ci è andato giù pesante. Oggetto della critica, i giochi per Playstation definiti un veleno della potenza capitalistica.

Il presidente ha espresso il suo disappunto spiegando che i giochi della Playstation non possono essere tollerati perché insegnano ad uccidere.
Non è la prima volta che Chavez si dice contrario ai videogame di guerra. Lo aveva già fatto all’uscita di Mercenaries 2: World in Flames, dove il Venezuela veniva invaso militarmente per la conquista dei giacimenti petroliferi. Un videogame di gusto discutibile, non c’è che dire.

Chavez non ne vuol sapere di vedere simili giochi in vendita nel suo paese e si appella al buon senso dei genitori con un colpo da vero maestro. “Questi giochi promuovono l’uso di sigarette, droghe e alcol”. Un’uscita che è parsa fin troppo esagerati agli amanti della console della Sony, che hanno subito realizzato un video-remix in cui prendono in giro O Presidente.

Nel discorso di Chavez non poteva poi mancare una steccata politica. Secondo il presidente del Venezuela, i videogame dove si bombardano città, si lanciano bombe e si fa la guerra, non sono altro che una mossa commerciale del mondo capitalista. Lo scopo è istigare alla violenza per poi vendere le armi: “È il capitalismo, la strada per l’inferno”.

Già dallo scorso ottobre il Parlamento Venezuelano ha approvato una legge che vieta la vendita di giochi violenti, pena la reclusione fino a cinque anni. Il sogno del presidente è quello di vedere nel suo paese solo giochi didattici ed educativi, neppure le Barbie sono ben accette. In alternativa, promossi a pieni voti trottole e yo-yo.

Video in spagnolo con un estratto del discorso di Chavez



Guarda anche:


Il caso Google-Cina e la libertà di espressione su Internet

Iran, la censura scavalcata dal Web
Una notte su twitter ad ascoltare i dissidenti iraniani
India, dal kamasutra alla censura


Leggi tutto