Haiti, estratta viva una bimba: le immagini

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La piccola di sedici mesi è stata salvata dalle macerie a quattro giorni dal sisma. Ma nell'isola caraibica la situazione si fa sempre più critica. Mancano cibo e assistenza sanitaria. Il governo: forse 200 mila morti. LE FOTO, I VIDEO, LE TESTIMONIANZE

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E' una delle poche storie a lieto fine che arrivano da Haiti. Una troupe televisiva australiana ha partecipato al salvataggio di una bambina di 16 mesi estratta viva dalle macerie quattro giorni dopo il terremoto. La piccola è stata accompagnata in ospedale e riconsegnata al padre.
Intanto si aggrava il bilancio delle vittime del disastro che ha colpito l'isola caraibica. Il governo parla infatti di 200 mila morti. Impossibile ancora un bilancio delle vittime, che nella stragrande maggioranza sono ancora sotto le macerie, dove la gente, lasciata a se' stessa, cerca ancora sopravvissuti.

E a quattro giorni dal sisma si segnalano anche le prime manifestazioni di rabbia dei sopravissuti di Port-au-Prince che si sentono abbandonati.
Dopo tre notti trascorse in strada fra macerie e cadaveri alla ricerca di acqua e di cibo, con la paura di nuove scosse, cresce la tensione e sono state viste anche barricate e blocchi stradali eretti usando anche i cadaveri.
Nella capitale la gente si sente abbandonata, malgrado gli sforzi umanitari di tutto il mondo e la corsa contro il tempo per salavare quante più vite possibili dalle macerie. E lo stesso presidente haitiano, Rene' Preval, ha ammesso oggi di temere una "violenta rivolta popolare".

"E' una situazione caotica che richiederà, secondo me, alcuni giorni prima di poter essere messa sotto controllo" ha detto Giudo Bertolaso, capo della Protezione Civile italiana, intervistato da SKY TG24.
"C'è sempre, purtroppo la tendenza a mettere la bandierina, a far vedere che qualcuno è arrivato prima di qualcun altro, che noi siamo più bravi di loro". E ancora: "E' ovvio che ora vanno affrontate le situazioni più critiche: la mancanza di cibo, di acqua, il rischio di epidemie, la mancanza di assistenza sanitaria".

Continua anche l'apprensione per gli italiani che ancora mancano all'appello. C'è la prima vittima italiana, Gigliola Martino, di 70 anni, figlia di italiani ma nata a Haiti. Da parte sua la Farnesina a fronte di 180 italiani rintracciati, indica che "20 risultano dispersi", tra i quali uno già individuato sotto le macerie di un supermarket di Port-au-Prince e due funzionari dell'Onu per i quali si nutre "seria preoccupazione".
Intanto si continua scavare tra le macerie dell'Hotel Christophe e del Montana, dove i soccorritori francesi e spagnoli hanno estratti vivi diversi stranieri, ma non ci sono notizie di connazionali.

Ed è in questo scenario che il segretario di stato americano Hillary Clinton si reca oggi ad Haiti, dove entro lunedì giungeranno anche diecimila soldati americani per proteggere la sicurezza e l'ordine pubblico e devastato dal terremoto. Per agevolarli, Haiti ha concesso agli Usa il controllo temporaneo dell'aeroporto di Port-au-Prince.

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