Sarkozy, mille e una legge per Internet

Il presidente della repubblica francese Nicolas Sarkozy
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Dalla legge dei "tre errori e sei disconnesso" appena entrata in vigore a quella per tutelare la privacy degli utenti dei social network: le iniziative intraprese e proposte dal governo francese nell'ambito della regolamentazione della rete.

di Alessandra Carboni

Non c'è che dire, il governo di Sarkozy è quanto mai attivo sul fronte delle leggi della rete: tra passi falsi e misure innovative, l'interesse del presidente francese per tutte le questioni relative all'internet continua a far discutere e a creare scontento tra gli utenti del web, e non solo.

Tutto è cominciato con la tanto contestata legge Hadopi, entrata in vigore con il nuovo anno, che prevede la disconnessione da internet degli utenti accusati di file sharing illegale. Dopo un avvertimento via e-mail, a cui fa seguito una seconda lettera di richiamo, ecco che l'utente viene invitato a comparire davanti al giudice, che valuterà se infliggergli la disconnessione o il pagamento di una bella multa. I primi avvertimenti destinati ai cittadini francesi che condividono materiale protetto da diritto d'autore partiranno il prossimo aprile, e c'è da immaginare che le reazioni non passeranno inosservate. Perché se da un lato il presidente sostiene che un provvedimento così severo è necessario al fine di salvaguardare sia gli artisti che l'industria della musica dagli irriducibili della condivisione non autorizzata via peer-to-peer, dall'altro i tanti critici di tale politica di controllo parlano di misure da Big Brother e dubitano che infine l'Hadopi si rivelerà realmente efficace. Chiaramente di parere opposto il governo, che tramite la voce del senatore Michel Thiolliere si è detto convinto che la nuova legge aiuterà sensibilmente all'eliminazione del problema del download illegale: “Ciò che crediamo è che dopo il primo messaggio di avvertimento circa due terzi degli utenti smetteranno di utilizzare internet illegalmente. Dopo il secondo messaggio, circa il 95 per cento di loro abbandonerà tale pessima pratica”.

Dal governo Sarkozy è arrivata poi l'idea della cosiddetta "Tassa Google", ossia un'imposta fiscale sui ricavi francesi della pubblicità online dei colossi del web, proposta contenuta nel rapporto stilato dalla commissione Zelnik a completamento della legge Hadopi. In questo caso Google, ma anche Yahoo!, Microsoft, Aol, Facebook e tutti i siti con grande traffico (sarebbero quindi salvaguardate le piccole imprese), si troverebbero a dover pagare una tassa su tutti i banner e i link sponsorizzati da cui guadagnano. Lo Stato francese utilizzerebbe tali entrate per promuovere iniziative per l'offerta di musica e film in rete e altre iniziative culturali. Sarkozy ha dichiarato che per Google si tratterebbe solo di una piccolissima parte dei suoi guadagni, mentre per le casse francesi significherebbe poter disporre di qualcosa come 20 milioni di euro all'anno. Ma Google non ci sta e - come dichiarato dal direttore degli affari pubblici di Google France, Olivier Esper - sostiene che "è preferibile optare per soluzioni innovative invece che scegliere la via della tassazione e proseguire lungo un percorso che mette il mondo dell'internet in contrapposizione a quello della cultura".

Di recente dai vertici d'oltralpe è arrivata anche la proposta di una legge per tutelare il diritto alla privacy sui social-network. Si tratta di un disegno di legge che consentirebbe di mettere una sorta di timer a quanto viene detto all'interno dei siti sociali. In sostanza una specie di scadenza da applicare ai dati che gli utenti comunicano di sé online, in modo che le informazioni in questione possano scomparire dal web e non restare online in eterno. Questo perché esiste anche un "diritto a dimenticare" (e a essere dimenticati), se lo si desidera. E proprio questo sarebbe il nocciolo della questione: un conto è dare la possibilità - a chi lo desidera appunto - di mettere una scadenza alle proprie testimonianze online al fine di tutelare la propria privacy, un altro è imporre il metodo come regola, facendo così in modo che qualsiasi genere di informazione scambiata all'interno delle reti sociali scompaia dal web e dalla sua memoria.

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