Usa, rapporto shock sull'attentato di Detroit

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La Casa Bianca renderà noto il rapporto sui possibili errori commessi dall'intelligence americana, in merito al fallito attentato sul volo Amstredam-Detroit. Per il consigliere nazionale per la sicurezza, si tratta di un documento shock

La Casa Bianca ha deciso di rendere pubblico oggi un "rapporto shock'"sulle disfunzioni del sistema di sicurezza in occasione della tentata strage aerea di Natale. Funzionari Usa hanno rivelato nel frattempo che i legami pericolosi dello studente nigeriano Umar Faruk Abdulmutallab, imbarcatosi su un aereo Usa diretto da Amsterdam a Detroit con una carica esplosiva nascosta nelle mutande, erano stati scoperti mentre l'aereo era ancora in volo verso il Michigan e gli addetti alla sicurezza avevano deciso di interrogare il passeggero sospetto non appena giunto a Detroit.

Ma il nigeriano aveva tentato di innescare l'esplosivo poco prima dell'atterraggio mettendo a nudo un complotto che poteva concludersi con la morte delle quasi 300 persone a bordo del volo Delta. Il consigliere per la sicurezza nazionale James Jones ha detto che il rapporto sulle disfunzioni del sistema di sicurezza che sarà reso pubblico oggi dalla Casa Bianca ha un contenuto "scioccante" per gli americani. Il presidente Barack Obama "è giustamente e legittimamente allarmato dal fatto che erano a disposizione dell'intelligence brandelli di informazioni, elementi di comportamento che non hanno fatto scattare alcuna risposta", ha detto Jones in una intervista al quotidiano Usa Today.


Jones ha affermato che gli americani "saranno abbastanza scioccati" dalle rivelazioni contenute nel rapporto. "Noi sappiamo adesso cosa è successo, sappiamo cosa non è successo e sappiamo come correggere la situazione", ha detto Jones, "Questo è un aspetto incoraggiante. Non dobbiamo reinventare niente per fare in modo che le cose non possano ripetersi". Il presidente Obama farà oggi una dichiarazione sulle misure da adottare per prevenire un attacco terroristico come quello tentato il giorno di Natale. Nel mirino è il modo in cui sono compilate le liste di sospetti terroristi consegnate dagli Usa alle compagnie aeree. Nel caso dello studente nigeriano, il suo nome era finito in una lista di sospetti (che contiene quasi mezzo milione di nomi) dopo che il padre aveva manifestato all'ambasciata Usa in Nigeria la sua preoccupazione per i contatti del figlio con gruppi estremisti nello Yemen. Il nigeriano non era però stato inserito nella lista di “non volo” con i nomi delle persone giudicate dagli Usa troppo pericolose per essere imbarcate sui voli destinati a raggiungere gli Stati Uniti.


Nel frattempo funzionari yemeniti hanno rivelato che lo studente era stato reclutato da Al Qaeda mentre si trovava a Londra. Successivamente aveva incontrato nello Yemen un religioso musulmano, Anwar al-Awlaki, lo stesso che era stato in contatto con l'autore della strage nella base militare di Fort Hood, in Texas, costata la vita a 13 persone.



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