Iran, repressione e propaganda

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In Iran manifestano i fedeli del regime, chiamati a raccolta dal presidente Ahmedinejad. Voci di fuga degli esponenti dell'opposizione. Ma il leader della protesta Moussavi, su Twitter, fa un appello: se mi arrestano scendete in piazza

Il regime iraniano ha mostrato ieri in diretta le manifestazioni filogovernative, le grida di gente che definiva il leader del riformisti Mir Hossein Moussawi "un assassino" e l'altro capo dell'opposizione, Mehdi Karroubi, "un agente del Mossad". Nelle stesse ore, lontano da telecamere e proclami, veniva seppellito il nipote di Moussawi, una delle almeno 15 vite spezzate dalla violenza dei Pasdaran durante il giorno sacro dell'Ashura. "Pentirsi non basterà", aveva garantito Mahmud Ahmadinejad a seguito delle ultime ondate di proteste represse inesorabilmente nel sangue.

Le ultime notizie, rilanciate da un sito internet legato al maggiore partito dell'opposizione riformista, sono preoccupanti: In èprevisione di possibili manifestazioni in occasione dei festeggiamenti per il capodanno mezzi militari si starebbero muovendo verso la capitale, mentre le strade di Teheran sono presidiate da polizia in assetto antisommossa.  

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