Mauritania, Al Qaeda rapisce una coppia di italiani

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Secondo la polizia mauritana, che cita testimoni locali, il rapimento da parte di uomini armati è avvenuto nella tarda serata di ieri. Toccante appello della figlia dell'uomo rapito a SKY TG24

L'attacco con il quale sono stati rapiti in Mauritania due italiani, un uomo e la moglie originaria del Burkina Faso, è avvenuto ieri sera attorno alle 22.00 mentre i connazionali si trovavano a bordo di un minibus diretto verso il Mali. Lo riferisce l'agenzia stampa mauritana Ani (Agenzia d'informazioni Nouakchott), che cita fonti della sicurezza della  provincia di Kobeny, dove sarebbe avvenuto il rapimento. Secondo questa ricostruzione, un gruppo di miliziani, forse affiliati ad Al Qaeda, è sconfinato in Mauritania e ha attaccato il minibus sulla strada che collega il distretto di Kobeny al Mali, all'altezza del villaggio di  Amanisira, a 18 chilometri dalla città di Kobeny. L'attacco è  avvenuto dopo che il minibus ha superato un posto di blocco della  polizia ma prima di raggiungere il posto di frontiera. Gli assalitori, riferisce l'agenzia stampa, hanno sparato in aria per far fermare il minibus, ma l'autista li ha ignorati. Allora hanno sparato alle gomme, costringendo il mezzo a fermarsi. Gli assalitori avrebbero poi rapito, Sergio Cicala, di 65 anni, originario di Carini in Sicilia e la moglie, originaria del Burkina Faso.

Se saranno confermate le ipotesi di un rapimento da parte di una cellula di Al Qaeda dei due nostri connazionali, la procura di Roma aprirà nelle prossime ore un fascicolo per il reato di sequestro a scopo di terrorismo. Il procuratore aggiunto Pietro Saviotti, capo del pool antiterrorismo della Capitale, è in contatto con la Farnesina per avere informazioni sulla coppia di italiani, che erano in viaggio nella Mauritania sudorientale a bordo del loro minibus. La vicenda, sottolineano fonti investigative, presenta analogie con la sparizione di due cooperanti spagnoli dalla stessa zona.

Toccante appello della figlia di Sergio Cicala al ministro degli Esteri Franco Frattini. Dai microfoni di SKY TG24, Alexia Cicala ha detto che l'Unita' di Crisi della Farnesina le ha confermato "dopo numerose insistenze" che il rapito è suo padre e ha rivolto un appello a Frattini: "avvii urgentemente i contatti con i sequestratori e io possa sapere soprattutto le condizioni di salute di mio padre e di sua moglie".

 

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