Copenaghen, accordi non vincolanti

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Fallimento politico al vertice di Copenaghen. Dopo una giornata difficile le potenze mondiali trovano un accordo sui soldi ai Paesi in via di sviluppo, ma non sulle emissioni di Co2

 COPENAGHEN, L'ALBUM FOTOGRAFICO

A Copenaghen si trova un accordo tra Usa, Cina, India e Sudafrica sui soldi ai Paesi in via di sviluppo per la riduzione del surriscaldamento globale di 2 gradi, ma non sulle emissioni di gas inquinanti. Gli impegni di riduzione di C02 dei paesi industrializzati non saranno quantificati nell'accordo di Copenaghen: l'intesa raggiunta prevede un rinvio di questo nodo negoziale al gennaio 2010.

E' durissima la reazione del direttore generale di Greenpeace, il francese Pascal Husting, alla prima lettura del testo finale dell'accordo: "Questo presunto accordo è un fiasco totale, è anche un passo indietro rispetto al protocollo di Kyoto".

Mentre il Presidente Barak Obama lo ha definito come "significativo e senza precedenti" che tuttavia non basta per la lotta al cambiamento climatico: "C'è ancora molto da fare".

La nuova ipotesi è arrivata dopo un'intensa giornata, cominciata con l'intervento del presidente Usa Barak Obama e proseguita con i vertici bilaterali con la Cina, la Russia e i Paesi dell'Ue. 

In serata il presidente Barack Obama ha annunciato il suo addio al vertice di Copenaghen prima del voto finale del summit, spiegando che l'anticipo del rientro in Usa è legato a problemi atmosferici negli Stati Uniti. 

Un nuovo summit sul clima, per continuare il lavoro di Copenaghen, si terrà a Bonn tra
sei mesi. Lo ha annunciato il presidente francese, Nicolas Sarkozy, spiegando che il risultato finale sara quindi annunciato in una conferenza a Città del Messico alla fine del
2010.

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