Minareti, il no Svizzero preoccupa l'Europa

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L'assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa esprime timore dopo il referendum elvetico che ha sancito il divieto della costruzione di minareti. L'Unione teme che la decisione faccia da apripista a scelte analoghe in altri paesi del continente

All'indomani del referendum anti-minareti in Svizzera cresce in tutta Europa e anche in ambienti vaticani la preoccupazione per l'esito finale del voto. L'assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa si è detta "molto preoccupata" per il referendum in Svizzera che vieta la costruzione di minareti, un voto che rischia di "incoraggiare i sentimenti di esclusione e di aumentare le distanze" nelle nostre società. La paura dell'Unione è soprattutto quella che la decisione faccia da apripista a scelte analoghe in altri paesi del continente.

"E' utile sempre ascoltare in democrazia ciò che vuole il popolo e non ciò che vogliono le elite più o meno illuminate", ha commentato il ministro dell'Interno Roberto Maroni da Bruxelles, a margine del Consiglio Ue. "Tutti dal governo federale in giù erano convinti di essere in sintonia col popolo - ha aggiunto il ministro - e poi il popolo ha detto una cosa diversa e tutti sono rimasti sorpresi".

"La decisione, pur essendo espressione della volontà popolare è fonte di profonda preoccupazione", ha dichiarato Lluís Maria de Puig, presidente dell'Assemblea parlamentare, in un comunicato diffuso da Strasburgo.  Anche i vescovi della confederazione elvetica si dicono preoccupati: "Un duro colpo alla libertà religiosa e all'integrazione". Queste le parole del segretario generale della Conferenza episcopale svizzera, mons. Felix Gmr.  E' un colpo - ha aggiunto - all'integrazione di tutti quelli che vengono in Svizzera".

E manifestazioni di preoccupazione sull'esito del referendum anti-minareti arrivano anche dal Vaticano. Il presidente del Pontificio consiglio dei migranti, mons. Antonio Maria Vegliò, ha fatto sapere di essere “sulla stessa linea dei vescovi svizzeri”. LE già qualche giorno fa, in occasione della presentazione del messaggio del Papa per la Giornata mondiale per i migranti aveva dichiarato. “Non vedo come si possa impedire la libertà religiosa di una minoranza, o a un gruppo di persone di avere la propria chiesa".

Interviene anche il ministro degli Esteri Frattini. "Guardiamo con preoccupazione a messaggi di diffidenza e addirittura di proibizione verso un'altra religione come quella islamica". Secondo Frattini, bisogna rifarsi alle ultime scelte del Consiglio europeo a favore della "libertà di tutte le religioni".

Intanto, mentre a Zurigo la sede del partito promotore del referendum è stata danneggiata da ignoti vandali, il no svizzero ha aperto una polemica tutta italiana, con la Lega che per voce del viceministro Castelli chiede di inserire il crocifisso nel tricolore. Ma il ministro La Russa dice no. Per il presidente della Camera Fini il voto elvetico è un regalo all'islamismo più eccessivo.


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